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Orso M4 colpisce ancora. Un’altra manza uccisa nella zona di Enego

Altopiano di Asiago di nuovo oggetto delle cronache per le scorribande dell’ orso M4, che tanto ha fatto parlare durante l’estate per le molte manze che ha ucciso e per le polemiche che ne sono derivate. Passato il periodo dell’alpeggio si è cominciato a parlarne di meno, ma ecco che colpisce di nuovo, con un’altra mucca  finita ieri vittima dei suoi artigli. M4, così il plantigrado è stato ribattezzato in codice, sembra dunque ancora libero di girovagare per la zona, e nessuno sembra avere idea di dove si trovi.

La nuova aggressione dell’ orso si è verificata la notte scorsa, in Malga Primo Lotto Valmaron, ad Enego. Il capo era di proprietà della società agricola El Tabaro, che gestisce la malga stessa, ed è noto per la produzione di formaggio vaccino di montagna e la partecipazione al mercato bassanese di via Angarano.

Martino Cerantola
Martino Cerantola

“Continuiamo a sfidare la buona corte – ha commentato il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola – sperando che l’ orso non si scagli anche contro l’uomo. Ed il bel tempo di questi gironi, che favorisce le gite fuori porta, espone senza dubbio le persone ad un rischio crescente”.

Se l’estate non è stata delle migliori, infatti, questo autunno sembra essere iniziato con temperature decisamente miti, favorendo le gite in quota, ma al contempo consentendo all’orso di muoversi indisturbato, prolungando di qualche tempo la sua permanenza al di fuori dal letargo.

“Il numero di capi uccisi da M4 – ha quindi sottolineato Cerantola – ci preoccupa non solo per quanto accaduto, ma anche in previsione della stagione monticatoria del prossimo anno. Auspichiamo, infatti, che le autorità riflettano, nel frattempo, su quanto accaduto e pongano in atto delle contromisure difensive per tutelare il territorio e le aziende che lo popolano”.

Un augurio che certamente condividono gli allevatori della montagna, che da queste predazioni hanno patito un danno rilevante. “Dato che il Ministero, – ha concluso il presidente di Coldiretti Vicenza – con leggerezza, ha deciso di sospendere le ricerche, finalizzate a munire l’orso del radiocollare, non ci resta che sperare che, almeno in questi giorn,i aumenti la sorveglianza dei territori montani, per garantire la sicurezza delle persone, dato che gli animali hanno ormai abbandonato la quasi totalità delle malghe”.

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