venerdì , 16 Aprile 2021

Nuova monografia sul pittore Bartolomeo Cincani, detto Il Montagna

Un’opera di pregio artistico quella che, dopo un lavoro pluriennale, è stata presentata oggi al Museo Civico di Vicenza, la preziosa monografia sul pittore Bartolomeo Montagna (1447-1523), dal titolo Bartolomeo Cincani detto Montagna – Dipinti. Frutto di un progetto di studio e valorizzazione della figura dell’artista vicentino del secondo Quattrocento e primo Cinquecento, ma anche esponente di prima grandezza della pittura veneta del periodo, il volume, promosso dai Musei Civici di Vicenza, è pubblicato dalla casa editrice Zel di Treviso di cui è titolare Mauro Lizzi.

Autore del corposo volume è Mauro Lucco, mentre Maria Elisa Avagnina, già direttrice dei Musei Civici, è autrice della prefazione dell’opera. “Ci sono due precedenti importanti nella bibliografia del pittore – ha detto oggi Avagnina durante la presentazione a palazzo Chiericati -: uno studio del 1909 di Borenius sui pittori vicentini fra Quattrocento e Cinquecento, e la notissima monografia di Lionello Puppi. Ma si è sentito il bisogno di questo nuovo e impegnativo studio, un volume accattivante nella sua veste editoriale, frutto di un progetto nato più di due anni e mezzo fa”.

“Montagna è stato uno dei grandissimi artisti del ‘400 – ha sottolineato Lucco – e abbiamo tentato di renderlo evidente con questo lavoro. Ha sempre goduto di fama vicentina, ma mai italiana. Con quest’opera, realizzata partendo da zero, crediamo di permettere a chiunque non sappia nulla del pittore, di capire chi è l’artista, la sua arte e la sua evoluzione”.

Copertina MontagnaSotto il profilo scientifico, l’opera si avvale della collaborazione di insigni studiosi d’arte, quali appunto Lucco, ordinario della cattedra di Storia dell’Arte mediovale e moderna dell’Università di Bologna, noto specialista del Quattrocento veneto, e del professor Giovanni Carlo Federico Villa, docente al Dipartimento di Arti visive dell’Università di Bergamo, esperto dello stesso periodo e curatore, insieme a Lucco, delle recenti mostre su Antonello da Messina e Giovanni Bellini alle Scuderie del Quirinale e di quella di Cima da Conegliano a Conegliano, cui si devono parte dei testi del catalogo. Mentre alla dottoressa Manuela Barausse, archivista della Curia patriarcale di Venezia, si deve il corposo regesto dei documenti, ricco di 123 numeri.

A distanza di circa 50 anni dall’importante studio dedicato all’artista da Lionello Puppi (Neri Pozza, 1962), il volume attuale si configura come una monografia aggiornata e rivista sul pittore, un corposo lavoro (471 pagine) che dà conto, attraverso la rivisitazione dell’intera bibliografia sull’argomento, del progresso degli studi intercorsi. Oltre a pubblicare nuovi documenti, la monografia aggiorna ubicazioni e precisa provenienze delle opere, rivedendone in modo sostanziale attribuzioni e cronologie, anche alla luce dei recenti restauri effettuati su opere del maestro. E giunge in conclusione a rivalutare, nel suo complesso, la personalità del pittore, anche nel ruolo di ottimo frescante, autore nei primi decenni del Cinquecento a Verona e a Padova di alcuni cicli di affreschi tra i  più importanti del Veneto.

Montagna 2All’introduzione di Maria Elisa Avagnina e all’ampio saggio iniziale di Lucco sulla figura dell’artista fa seguito il catalogo dei dipinti autografi, costituito da 103 schede ordinate cronologicamente, seguite dall’elenco delle opere perdute e circa 60 schede di opere espunte e altrimenti attribuite. Completano il volume gli apparati scientifici costituiti da indici e bibliografia. Il testo è corredato di riproduzioni a colori di tutte le opere in catalogo (tranne rarissimi casi di proprietà private e opere di ubicazione ignota), frutto di una impegnativa ricerca iconografica in musei e istituzioni italiane ed estere e privati, oltre che, in alcuni casi, di specifica campagna fotografica, curate dalla società ComunicaMente di Bologna.

Particolare cura è stata posta, grazie anche alla disponibilità dell’editore, nella realizzazione della veste editoriale, che richiama nel formato e nell’impostazione quella dei volumi del Catalogo scientifico delle collezioni della Pinacoteca Civica di Vicenza, recentemente editi a cura dei Musei Civici con il sostegno della Fondazione Roi, mantenendo così una continuità di linea editoriale.

Per meglio presentare al pubblico il nuovo studio monografico è stato predisposto un ciclo di conferenze (gratuite e con inizio sempre alle 17.30), che si terranno nel salone del piano nobile di Palazzo Chiericati. Il primo dei cinque appuntamenti è previsto per sabato 18 ottobre con la presentazione del volume da parte dell’autore e di Peter Humfrey, professor emeritus dell’Università di S. Andrews, la più antica e prestigiosa università della Scozia. La seconda conferenza, venerdì 31 ottobre, curata da Giovanni Carlo Federico Villa tratterà Di taglio e colore, l’arte di Bartolomeo Montagna, mentre alle Iconografie di Montagna sarà dedicato l’incontro tenuto da Fernando Rigon venerdì 14 novembre.

Il testimone passerà quindi venerdì 28 novembre a Maria Elisa Avagnina che parlerà di Montagna e San Bartolomeo, la cappella Brancacci vicentina. A chiudere la rassegna saranno venerdì 12 dicembre il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci, Emilio Alberti, Mauro Zocchetta e Giovanni Carlo Federico Villa, che apriranno una finestra su scenari futuri, relativi alla progettata sistemazione museale delle pale di San Bartolomeo, ideale punto di partenza insieme al volume appena edito, per l’allestimento di una rassegna espositiva finalmente dedicata all’artista, di cui da tempo si parla, ma mai finora realizzata.

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