Un momento dell'edizione dello scorso anno, nella foto di Gianluca Polazzo

Notte dei senza dimora nel vicentino, la residenza come base per i diritti della persona

Cos’hanno in comune Jim Carrey, Halle Berry e il mago Harry Houdini? Che per un periodo della loro vita sono stati dei senzatetto, a causa del disagio delle loro famiglie d’origine o dei problemi economici all’inizio della loro carriera. Per sensibilizzare sul tema delle persone senza fissa dimora, anche quest’anno su tutto il territorio vicentino ci sarà la Notte dei Senza Dimora: il 18 ottobre a Vicenza, Bassano, Arzignano e Lonigo, il 25 a Schio. Il tutto anticipato da un incontro al Teatro San Marco il 17 ottobre alle ore 11, in cui si discuterà, con l’ospite magistrato Gherardo Colombo, del tema scelto per questa edizione: quello della via anagrafica.

La via anagrafica viene istituita da ogni comune per permettere, a chi per diversi motivi si trova senza casa, di avere almeno una residenza. Purtroppo però, non tutti i comuni si sono ancora attrezzati, spesso perché sottovalutano il disagio, altre volte perché nessuno ha chiesto loro direttamente il servizio. Nel corso della manifestazione verranno proiettate delle slides per spiegare alla cittadinanza il problema, ci sarà musica dal vivo, una raccolta di generi di prima necessità e una raccolta firme per indurre tutti i comuni ad istituire la loro via anagrafica. Come spiega bene don Giovanni Sandonà, della Caritas di Vicenza, la costituzione italiana prevede l’obbligo di residenza per tutti i cittadini al fine di garantire loro i servizi essenziali.

“La via anagrafica – ricorda Sandonà – è una questione di vita o di morte civile. Senza residenza non c’è niente: lavoro, assistenza sanitaria, pensione ecc. Come Caritas, e grazie alla raccolta firme di questi giorni, vogliamo lanciare una petizione ai sindaci dei 140 comuni della provincia di Vicenza, perché una via anagrafica venga innanzitutto istituita ovunque, e perché questa abbia un nome rispettoso della dignità umana, come in qualche caso non è stato riscontrato”

Secondo Caritas, vie con nomi come Del Silenzio o Inesistente sono del tutto inappropriate, lesive per la dignità della persona, ed anche scelte come Via della Casa Comunale o Via del Municipio non favoriscono di certo l’integrazione, ma sottolineano lo status di eccezione sociale per chi si trova in situazione di indigenza. Un fenomeno peraltro costantemente in aumento nel vicentino, e che colpisce non solo stranieri e immigrati, ma sempre più italiani, se è vero che, per la prima volta in 14 anni di attività Caritas nel settore, il 2013 ha visto proprio la nazionalità italiana come quella prevalente tra gli ospiti. Ecco allora l’importanza della rete di accoglienza attivata nelle diverse strutture diffuse nel territorio, che arrivano nel complesso ad avere quasi 350 posti letto a disposizione.

Isabella Sala
Isabella Sala

“Eppure siamo arrivati alla cosiddetta accoglienza zero – ammette Daniele Sandonà, della cooperativa Cosep – Siamo costretti cioè ad una accoglienza programmata, organizzata attraverso liste d’attesa che tengono conto delle diverse situazioni di emergenza per creare una graduatoria di accesso al servizio. Nel solo Albergo Cittadino di Vicenza, che conta 46 posti d’estate e 69 in inverno, passano in realtà più di 250 persone diverse nell’arco di un anno”

“La prossima conferenza dei sindaci – dice l’assessore Isabella Sala – deve farsi carico del problema. Non è compito solo del comune capoluogo, ma è tutto un territorio quello che deve accogliere. L’invito della Caritas deve far riflettere proprio in questa direzione”

Riccardo Carli

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