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Lavoro, a Santorso si lancia l’idea del co-working

In un momento in cui i dati della disoccupazione giovanile in Italia sono sempre più allarmanti (il 44% è privo di occupazione), anche se il Veneto e l’Alto Vicentino in particolare sono quasi un’isola felice rispetto alla media nazionale, ben vengano iniziative come quella di Santorso, dove si è tenuto nei giorni scorsi il meeting Giovani e lavoro. Verso una rete territoriale per il co-working.  Una giornata di studio promossa dal Comune di Santorso e dalla Cooperativa Sociale Samarcanda di Schio che prospetta scenari futuri molto interessanti sulla base di esperienza già in corso in altre città e regioni.

L’iniziativa, come ha detto il consigliere alle politiche giovanili orsiane Alessandro Zaffonato, è stata pensata per trovare idee nuove che permettano ai giovani di esprimere le proprie capacità e competenze e di valorizzare la propria creatività, e il co-working (letteralmente, lavorare insieme) può essere uno degli strumenti a disposizione.

Un momento del meeting
Un momento del meeting

Durante la giornata si è parlato di “Crisi, lavoro, innovazione: il co-working come opportunità per le nuove generazioni” con Antonio Girardi (Direttore del Centro di Produttività Veneto), Roberto Zandonà (Presidente di Consorzio Prisma) e Paolo Gurisatti (European Centre for Living Technology, Università Cà Foscari). A seguire, la presentazione di due esperienze da cui cogliere spunti, con Paolo Campagnano (Impact Hub di Rovereto) e Mirko Pizzolato (Spazio Hub di Asolo) i quali hanno introdotto il tema sul quale Samarcanda sta lavorando già da alcuni mesi, cioè lo studio del Progetto Megahub, che è stato illustrato da Giovanni Gasparin della Cooperativa scledense.

“Il progetto consisterà – spiegano i responsabili dela Cooperativa – quando finanziato adeguatamente e operativo, nel dare la possibilità ad alcuni giovani di realizzare le propire ambizioni professionali e i propri sogni, creando una sorta di officina di co-working, uno spazio fisico per ideare i propri prodotti, condividere le proprie esperienze con altri giovani, il tutto all’interno di una cornice amministrativa che li agevoli senza obbligarli a percorrere strade finanziariamente rischiose”.

La caratteristica potenziale del Megahub è che coinvolgerà non solo i talenti creativi locali, che potrebbero arrivare a produrre le proprie idee autonomamente, ma soprattutto quei giovani che hanno grandi capacità manuali e manifatturiere ma che non riescono ad esprimere le loro competenze nella crisi economica e lavorativa attuale.

In sostanza, si tratta di creare spazi condivisi nei quali funzionino più attività manifatturiere con attività di studio e di formazione specifiche, nella convinzione che la contaminazione tra settori, idee e lavori diversi possa arricchire le competenze di ognuno all’interno di una idea generale di cooperazione e non di competizione. Il luogo di lavoro diventa quindi un grande incrocio di idee e di progetti che nel tempo si arricchiscono di fondamentali percorsi formativi e workshop specifici, incontrandosi con le esperienze lavorative altrui e con esperienze di studio provenienti dalle scuole e dall’università.

Tutto il progetto è nato in considerazione del fatto che l’Informagiovani di Schio, in collaborazione con la Cooperativa Samarcanda, è da tempo impegnato nel valorizzare le risorse giovanili attorno al tema del lavoro. Le iniziative fin qui gestite hanno visto una grande partecipazione e una grande richiesta di risposte: dai corsi per disoccupati Valori – Lavori, alla compilazione di curriculum che tengano conto delle competenze di ciascuna persona fino al progetto Re-Generation che mette a disposizione spazi per piccole forme di coworking. A ciò si è aggiunto recentemente Job Discover, un ciclo di quattro incontri gratuiti per dare un orientamento a come inventarsi un lavoro a partire dalle proprie passioni, capacità e aspirazioni.

A queste si sono affiancate iniziative di formazione e orientamento come il Job Lab e i Job Club che hanno coinvolto nel 2013 un’ottantina di ragazzi, un gruppo dei quali continua a trovarsi settimanalmente, gestendosi autonomamente nel programmare i contenuti degli incontri e nel fare una ricerca delle offerte di lavoro e delle opportunità formative reperibili. Tutti questi percorsi informativi riscontrano però un forte limite: al termine le persone avranno sicuramente acquisito maggiori conoscenze e competenze ma difficilmente potranno spenderle per realizzare i propri progetti lavorativi.

“Proprio perchè allo stato attuale l’Alto Vicentino non sembra essere in grado di offrire spazi e luoghi dove potersi sperimentare senza accollarsi grossi rischi imprenditoriali – agiungono i promotori – abbiamo iniziato a ragionare su percorsi che possano realmente attivare i giovani e metterli nelle condizioni di sperimentarsi nella realizzazione delle proprie idee imprenditoriali, ma anche offrire la possibilità a giovani esperti in attività manuali manifatturiere di realizzarle. Per questi motivi nasce l’idea del Megahub”.

Alessandro Scandale

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