Veneto

Grande Guerra, tragedia e quotidianità rivissute dai giovani del Veneto

Hanno simulato davvero tutto, compreso il minestrone mangiato in trincea e il goccio di grappa bevuto per scaldarsi. Una quarantina di ragazzi provenienti da tutto il Veneto sono rimasti per ventiquattro ore immersi nell’atmosfera della Grande Guerra, nelle zone del bassanese che hanno fatto la storia del primo conflitto mondiale per conoscerne il dramma, comprenderne la gravità e scoprire l’importanza della pace attraverso il gioco.

Nel centenario di quella che fu definita una inutile strage, Fuori Classe, l’associazione sportiva che raggruppa quasi tremila ragazzi iscritti ai centri EnAip del Veneto, ha proposto insomma un’occasione formativa che attraverso un grande gioco di ruolo ha portato alla scoperta della storia del Monte Grappa e del primo conflitto mondiale. I giovani, in questa loro giornata, hanno svolto una ricerca attiva tratta dal romanzo “L’Angelo del Grappa” dello scrittore bassanese Loris Giuriatti.

La preparazione delle gavette
La preparazione delle gavette

Abbandonati cellulari, tablet e ogni altra tecnologia, i ragazzi si sono mossi sul territorio del Grappa simulando una rappresentazione di come vivevano i soldati durante il conflitto. Un’attività culturale e ludico sportiva che ha visto coinvolti anche i formatori, che si sono adoperati per riprodurre fedelmente le condizioni che i giovani soldati di allora hanno vissuto in quei mesi.

Gli studenti si sono mossi a cavallo e in bicicletta, hanno attraversato a piedi i luoghi più suggestivi e si sono trovati a vivere la trincea come avveniva durante la Grande Guerra. Come cento anni fa, si sono addentrati nei luoghi più suggestivi tra quelli che sono stati teatro del conflitto, e attraverso il racconto del libro hanno risolto il mistero del caporale Antonio Zicchi, disperso nell’autunno del 1918.

E’ stata di fatto una rappresentazione teatrale a cielo aperto, con visita alle fortificazioni delle trincee, che ha permesso di inquadrare i fatti salienti della guerra nel bassanese, attraverso la visita alla caserma Milano e alla galleria Vittorio Emanuele III. un’occasione anche per comprendere il grande dramma di quei giorni e per coltivare i concetti di pace e fratellanza.

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