Breaking News
Emilio Miceli e Verena Reccardini
Emilio Miceli e Verena Reccardini

Filctem Cgil: “Con il Jobs Act il Governo attacca la parte sana del Paese”

“Se le indiscrezioni sulla Legge di stabilità saranno confermate, il prossimo anno verranno ridotte le tasse alle imprese ma non ci sarà alcuna manovra per dare sollievo alle persone. È evidente che ormai tra Confindustria e Renzi c’è un legame inscindibile. Il Jobs Act nasce nelle stanze di Confindustria e rispecchia le sue richieste contrattuali. Ci chiedono la regolazione del controllo a distanza, demansionamenti spinti, ma per noi queste non sono novità. Immaginano che oggi vadano rimesse in piedi tutte le condizioni di agevolazione verso le imprese e che l’Italia che dovrà uscire da questa fase vedrà chi è ricco più ricco e chi è povero più povero. Ecco, dunque, che la manifestazione del 25 ottobre a Roma sarà contro il Jobs Act e, temiamo, anche contro quello che sarà contenuto nella Legge di stabilità”.

E’ questo il pensiero di Emilio Miceli, segretario nazionale della categoria dei chimici, tessili, energia e gomma plastica (Filctem) della Cgil in un incontro con la stampa che si è tenuto ad Alte di Montecchio Maggiore, presenti anche Verena Reccardini, segretaria della Filctem provinciale, e una decina di delegati sindacali di aziende del comprensorio. E proprio da questi ultimi è arrivato un appello, diffuso anche in tutti i luoghi di lavoro e già sottoscritto da una cinquantina di Rsu, anche di altre sigle sindacali, di aziende come Imp, Salvagnini, Fis, Mecc Alte, Zach System per citarne alcune, contro la riforma proposta dal Governo.

“Stiamo assistendo – hanno spiegato i rappresentanti sindacali – all’accentuarsi di un attacco frontale ai lavoratori dipendenti, che da sempre pagano le tasse e sono il primo contribuente di questo paese. La riforma del lavoro che si sta preparando andrà ad incidere negativamente sullo svolgimento delle attività lavorative e condizionerà in maniera deleteria la qualità della vita dei lavoratori. Demansionamento, articolo 18, monitoraggio tramite videosorveglianza, sono solo alcuni dei provvedimenti che rischiano di far scomparire quei diritti acquisiti negli anni e che fino ad ora hanno difeso la dignità del lavoro”.

“Noi non siamo dei privilegiati – incalzano le Rsu –, non siamo noi il problema italiano. L’economia è bloccata dalle basse retribuzioni, dalla malavita organizzata, dall’illegalità e dalla burocrazia”. A livello locale, ha poi ricordato Verena Reccardini, i lavoratori ribadiranno il loro no al Jobs Act anche con un’iniziativa in programma venerdì 17 ottobre con ritrovo alla rotatoria del Cavallo ad Alte, tra le 8 e le 10, a cui sarà presente anche la Filctem. Mezzora più tardi, alle 10.30, avrà inizio un presidio davanti alla Prefettura di Vicenza. Le iniziative vanno ad aggiungersi alle assemblee che in questo periodo si stanno svolgendo nei luoghi di lavoro.

“La mobilitazione sta crescendo in tutto il Paese – ha assicurato Miceli –. Il consenso sta aumentando, mentre quello del Governo sta calando. Irrita la mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori”.

“Si chiede flessibilità e disponibilità – ha poi concluso Verena Reccardini –, a prescindere dal necessario equilibrio fra lavoro e vita familiare, e al contempo una riduzione economica. La crisi sta portandoci a richieste fortissime di bloccare gli aumenti anche dei contratti nazionali. Da un lato, dunque, il lavoratore si ritrova più fragile, dall’altro può venir meno la tutela che è data dal contratto nazionale tipico dell’Italia, che non va buttato perché ha permesso alle aziende di crescere. Se la ricetta è l’occupazione, ma non andiamo a vedere di che tipo è, rischiamo di ritrovarci con un aumento della povertà”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *