Il continente africano - Fonte immagine Wikipedia.org (CC 3.0)
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Ebola, il sindaco di Arcugnano scrive al prefetto. Rischio psicosi dietro l’angolo

Ma davvero si sta diffondendo un psicosi riguardo al pericolo di contagio ebola? Sembra proprio di sì, almeno a giudicare dalle notizie che giungono. Da Arcugnano ad esempio, dove il sindaco Paolo Pellizzari rende noto che il fenomeno sembra proprio essere in atto. “Le recenti notizie – si legge infatti in una nota di quel Comune – sulla diffusione del virus Ebola, sui casi sospetti in Europa e sulla pericolosità del virus e, soprattutto, le confuse indicazioni sulle contromisure da adottare stanno sollevando una vera e propria psicosi. E’ recente il caso di una bambina di Porto Romano di Fiumicino, Chanel, di 3 anni, tornata da un viaggio in Uganda con la famiglia ed al cui rientro a scuola si sono opposti i genitori degli altri alunni”.

Fin qui, niente di nuovo, la vicenda è nota. “Se quella bambina entra in classe, escono i nostri figli” questa è stata infatti la reazione di alcuni genitori degli alunno della scuola laziale, tanto decisi da voler far fare alla bambina tornata dall’Africa la quarantena di 21 giorni. Questo nonostante il padre, carabiniere, avesse comunicato di aver sottoposto le figlie a tutti gli esami, risultati negativi. “La bambina – fu detto – non ha avuto alcun sintomo particolare: né febbre né raffreddore, e l’Uganda non è un Paese a rischio Ebola”. Solo dopo una settimana la bimba ha potuto tornare a scuola.

Spiazza invece sapere che in questi giorni “molti cittadini, spiega ancora il Comune di Arcugnano – prevalentemente genitori di bambini che frequentano le scuole materne, elementari e medie, hanno chiesto con preoccupazione informazioni sull’ebola al sindaco, Paolo Pellizzari”. A questo punto al sindaco di Arcugnano non è rimasto altro da fare che  tanto che, in qualità di referente dell’autorità sanitaria sul proprio territorio, prende carta e penna e scrivere al prefetto di Vicenza Eugenio Soldà, chiedendo “se esista un protocollo operativo che permette di intervenire in maniera appropriata, in caso di sospetta presenza del patogeno, soprattutto nella popolazione studentesca”.

Pellizzari chiede inoltre al prefetto se esistano, nel Comune di Arcugnano, persone a rischio, e quali procedure si debbano adottare nel caso di famiglie, persone o studenti di rientro dalle zone a rischio. Infine chiede se le scuole siano state coinvolte e formate ad affrontare sia il caso di alunni di rientro dalle zone a rischio, sia l’impatto emotivo di genitori preoccupati per la salute dei propri figli. “Obiettivo del sindaco, – si specifica in conclusione nella nota del Comune di Arcugnano – oltre che tutelare la salute dei propri concittadini, è anche quello di evitare che la psicosi dilagante provochi episodi spiacevoli e discriminatori simili a quello della bambina di Porto Romano”.

Assolutamente condivisibile la preoccupazione finale del sindaco, anche perché la psicosi può certamente causare gravi danni. Quello di cui forse davvero si sente il bisogno adesso è di una corretta informazione, facendo sapere ad esempio che il rischio è limitato solo a pochi paesi dell’Africa Occidentale, Liberia e Sierra Leone soprattutto. L’Uganda insomma è lontana dai focolai di infezione. E ben pochi rischi ci sono anche per la presenza dei militari americani in quarantena a Vicenza perché avevano svolto la loro opera nelle zone infette. In Liberia hanno certamente operato prendendo tutte le precauzioni del caso, ed altrettanto crediamo abbiano fatto nel viaggio di ritorno e nell’isolamento di questi giorni alla base Del Din.

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