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Il colonnello Zirone e il maggiore Sacco
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Droga, l’operazione “Babele” ha portato a undici arresti

Undici persone arrestate, tredici indagate, cinquanta consumatori di sostanze stupefacenti segnalati, venti chilogrammi di eroina sequestrati. Sono questi i risultati dell’operazione “Babele” iniziata a settembre dell’anno scorso e terminata pochi giorni fa da parte dei carabinieri. Sono stati i militari del nucleo investigativo di Vicenza con la collaborazione della compagnia di Valdagno a sgominare un’organizzazione multietnica, da qui il nome dell’operazione, dedita allo spaccio di droga, che in un anno sarebbe riuscita a piazzare 20 chili di eroina per un totale di circa 2 milioni di euro.

Gli arresti, spalmati nel corso dei mesi, hanno portato a scoprire un sodalizio composto da soggetti di più etnie dediti allo spaccio soprattutto di eroina e cocaina. Al vertice ci sarebbero gli albanesi, al secondo livello i tunisini e al terzo i pakistani e gli indiani. Tutto funzionava come una piramide: quelli posti in basso si riforniscono dal secondo livello che a loro volta si riforniscono dai capi. Nelle sola giornata di ieri sono stati impegnati circa un centinaio di militari di tutta la provincia, supportati dal Nucleo elicotteri di Treviso, dalle unità cinofile di Padova e dal Battaglione carabinieri di Mestre.

L’indagine è iniziata col primo arresto, eseguito a Montecchio Maggiore, luogo in cui si era avuta la sensazione che dei soggetti bengalesi e pakistani avessero una buona disponibilità di eroina, il 16 settembre del 2013, a carico di Ullah Ikram, 34enne pakistano, sorpreso in flagranza di cessione di 20 grammi di eroina. Il  19 maggio scorso, con la collaborazione dei militari della compagnia di Valdagno, sono stati arrestati due bengalesi: Shahalam Mahommad, 27 anni e Kamal Shak, 33 anni, trovati in possesso di circa 100 grammi di eroina già suddivisa in dosi, bilancini e altro materiale utile al confezionamento della sostanza. L’ipotesi iniziale del sodalizio è stata confermata dal ritrovamento di un selfie sul cellulare di uno degli indagati in cui maneggiava un panetto di eroina da mezzo chilo.

Il 24 giugno a Monticello Conte Otto è stato arrestato Walid Lassoued, tunisino di 25 anni, trovato in possesso di 520 grammi di eroina e nella successiva perquisizione sono state rinvenute ulteriori sostanze pari a 150 grammi del medesimo tipo. Il 22 luglio, sempre a Monticello Conto Otto, a finire in manette è stato Tomor Islami, albanese di 34 anni trovato con 400 grammi di eroina e circa 10 grammi di cocaina, suddivisa in involucri, ma soprattutto è stato trovato un tubo metallico utilizzato come pressa per confezionare i panetti da mezzo chilo che avevano quindi tutti la stessa forma e lo stesso peso. Nelle abitazioni sono state eseguite delle perquisizioni che hanno permesso di trovare dieci buste con la stessa sostanza e la prova che in qualla casa erano stati spacciati cinque chilogrammi di cocaina in un unico contesto.

Il 18 settembre è stato arrestato a Vicenza Mohamed Mzoughi, tunisino di 30 anni, trovato in possesso di 50 grammi di eroina, bilancini e circa 2 mila euro in contanti. I carabinieri hanno riferito tutto al pubblico ministero Parolin che a sua volta ha riferito al gip Furlani che ha emesso cinque ordinanze cautelari: quattro detentive e una domiciliare con obbligo di dimora. Ieri sono stati arrestati Gentjan Hoxhaj, 32enne albanese, Dajanira Destro, 27enne italiana e Aymen Mahersi, 28enne tunisino. Al vertice dell’organizzazione c’è Hoxhaj che con il connazionale Islami cede a quelli “del secondo livello”, in particolare a Mahersi, Destro e Lassoued, gli ultimi due convivono, mezzo chilo di sostanza ogni volta. I primi due sono stati condotti in carcere, Destro ai domiciliari e Mahersi domicilio con obbligo di dimora a Isola Vicentina. Nell’abitazione di Destro e Lassoued sono state trovate tracce di denaro che veniva inviato in patria e una piantina di una villetta di 350 metri quadri appena acquistata in Tunisia, segno che l’attività svolta fruttava molto.

In otto mesi di indagini sono stati quantificati 20 chilogrammi di eroina, probabilmente proveniente dall’Albania, per un valore di circa 2 milioni di euro. Ieri sono stati rinvenuti 4 mila euro in contanti, 20 grammi di cocaina e un chilo e mezzo di eroina. I carabinieri hanno sottolineato che l’organizzazione non agiva nella classica zona dello spaccio attorno a Campo Marzo ma il passaggio avveniva all’interno delle abitazioni o fuori città. Fra i tredici indagati per i medesimi reati sono stati individuati svariati bengalesi, tre italiani, un marocchino e un indiano.

M. Z.

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