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Morgan in un concerto dal vivo a Suoni delle Dolomiti, Trento - Foto: Libertula (creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)

Come si diventa un personaggio televisivo? Il caso di Morgan e X-Factor

Il giornalista Federico Scoppio, autore di una biografia non ufficiale sul cantante Morgan pubblicata dalla casa editrice Gargoyle nella collana “Accadimenti”, si chiede cosa porti un individuo a trasformarsi in un “personaggio” televisivo: la sua domanda, legittima, parte dall’incredibile fama che il fondatore dei Bluvertigo ha raggiunto con la sua partecipazione come giudice al talent show italiano X-Factor. Ora siamo alla vigilia dell’ottava edizione, la quarta su Sky Uno, dopo che il programma è emigrato dagli studi della Rai. Oltre alla novità che consiste nell’innesto del giovane rapper milanese Fedez e di Victoria Cabello nella giuria, il format si ripropone uguale nei contenuti con due passati giudici, gli artisti Morgan e Mika.

«La X di X-Factor è diventata una croce» commenta Morgan in una puntata di “Le interviste barbariche” con Daria Bignardi: lui che è stato un innovatore nella scena pop-rock-elettronica italiana della metà degli anni Novanta con la trilogia chimica composta dagli album “Acidi e basi”, “Metallo o non metallo” e “Zero” insieme alla band dei Bluvertigo, ora viene identificato non più come un artista, bensì come un opinionista. Criticando qualche anno fa la scelta di passare il programma a Sky, Morgan si lamentava del fattore economico onnipresente: «ovunque vai pensano ai soldi», almeno la Rai, oltre a fare del mercato, era in grado di «fornire un servizio pubblico». «Guardando la Tv di oggi – commenta Scoppio nel libro – ci si accorge subito del fatto che i programmi sono soprattutto di carattere demenziale […] certo, è difficile stabilire cosa sia la qualità televisiva. Presubilmente è data da tre elementi: i contenuti, il linguaggio e il destinatario.[…] Quando tutti e tre gli elementi interagiscono, si arriva a un buon livello qualitativo».

Si cerchi quindi di analizzare nel dettaglio le critiche che sono state rivolte negli anni a X-Factor, in cui Morgan è risultato sempre vincente con i suoi allievi (cinque delle sei edizioni a cui ha partecipato): il programma, in tre mesi, diventa una gigantesca vetrina di popolarità per i concorrenti ma poi, una volta raggiunto lo share e chiusa l’edizione, li abbandona a loro stessi. In parte è vero, lo stesso Morgan manifesta il desiderio di un format televisivo che sia anche casa discografica, in maniera da continuare a stare vicino ai suoi ragazzi. Alessandro Cattelan, il conduttore, invece nega assolutamente questa critica, secondo lui dipende dalla bravura dei vincitori. Marco Mengoni, Chiara Galiazzo, Noemi… Loro sì che ce l’hanno fatta, altri sono stati un buco nell’acqua.

Manca anche la “gavetta”, 10 anni di esperienza sono condensati in pochi mesi: quest’anno la “mancanza” viene compensata dal fatto che le selezioni sono state attuate andando in giro per l’Italia come i talent scout di un tempo. Si sceglierà gente che è già formata ma che ha solo bisogno di quel piccolo “surplus” di popolarità per raggiungere le vette del successo. Che poi ci sia il rischio che i litigi, gli amori, le amicizie siano decisi a tavolino dagli autori è onnipresente in qualsiasi programma, ma sicuramente non possiamo dare del falso a Morgan: è un personaggio vero, un artista alle prese, a tratti alterni, con il “demone” – così come lo chiama lui – della droga, con l’esclusione da Sanremo, i problemi legati all’affidamento della figlia Anna Lou con l’ex Asia Argento, una delle più affascinanti ragazze maledette italiane, figlia del regista Dario Argento.

«L’obiettivo di quest’anno – spiega Morgan a “Tv Sorrisi e Canzoni” – sarà quello di giocare mescolando il pop con la musica classica. La musica è una cosa seria anche quando è musica leggera. […] Dobbiamo capire che il pubblico è la parte più sana dell’equazione. Gli addetti ai lavori non lo capiscono, ma la gente non vede l’ora di ascoltare cose nuove». Leggendo la biografia scritta da Scoppio si arriva a capire tante cose, molti retroscena: Morgan non è solo quello che si vede, un personaggio televisivo a tratti strampalato, con un abbigliamento appariscente, ma è stato una delle voci più potenti del rock italiano, innovatore come non mai.

«Lui spiegava le cose. Scriveva testi senza rima, canzoni diverse da quelle che radio e gite scolastiche – si legge nel testo di Scoppio – ci avevano abituato ad ascoltare, rifuggiva le scontatezze e articolava, brano dopo brano, dei pamphlet di filosofia che allora ci sembravano tutt’altro che spicciola». In poche parole Morgan è un «affabulatore, una personalità da palcoscenico perfettamente in grado di invogliare lo spettatore ad avvicinarsi a nuovi mondi»: che sia in grado comunque, con X Factor, di dare una svolta positiva alla musica italiana, malata di banalità? Per fare un esempio, scegliamo Marco Mengoni, uno dei ragazzi da lui selezionati in passtao: la sua App ha 20mila download in un giorno e oltre 50 mila interazioni nella prima settimana, ha ottenuto ambiziosi riconoscimenti artistici e le prevendite del suo nuovo tour, il #MengoniLive2015, vengono già acquistate in quantità incredibili.

Camilla Bottin

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