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Calcio, l’ultimo spogliatoio di un portiere

C’era una volta il Lanerossi Vicenza. Quello di Paolo Rossi, penseranno i più. Quello che metteva paura anche alla “grande” Juventus, in particolare in una straordinaria annata che vide la forte squadra biancorossa di “Pablito” arrivare seconda alle spalle dei bainconeri dopo un entusiasmante camionato di serie A in cui il bomber toscano emerse con tutta la sua classe e il suo fiuto del gol. Sì, quel Vicenza della fine degli anni ’70 con l’allora presidente Giussy Farina era una grande squadra, ma prima ancora c’era anche un altro Lanerossi, quello di Adriano Bardin.

E se il Lanerossi di Pablito aveva fatto storia, tanto che la squadra venne chiamata anche Real Vicenza o La Nobile Provinciale (titolo poi di un bel volume illustrato pubblicato una decina d’anni fa sulla storia del Vicenza), Bardin a suo modo firmò un pezzo di cronaca sportiva vicentina. Lui non faceva gol, anzi cercava di evitarli. Era un portiere, quando sulla maglia c’era soltanto il numero 1. Quando non c’era il calcio spezzatino di oggi, niente anticipi nè posticipi. Quando le Coppe europee si giocavano tutte al mercoledì e la domenica era dedicata al campionato. Per i tifosi biancorossi di allora Bardin era “Bardo”, o anche “Baffo”. Difendeva la porta del Vicenza anni ’60 e successivamente girò l’Italia del pallone in altre squadre prima di diventare allenatore dei portieri della nazionale (Toldo e Buffon) al fianco di Trapattoni.

libroLa sua storia è raccontata in un libro pubblicato da Iper Edizioni col titolo L’ultimo spogliatoio e presentato già in diverse località del Vicentino. Un libro che giovedì 16 ottobre alle 20.30 approderà anche all’auditorium di Marano Vicentino in una serata che raccoglierà gli aneddoti e i racconti legati all’importante carriera calcistica di Bardin, alla sua vicenda sportiva ed umana.  Costruito come diario di un giocatore e di un allenatore, il volume racconta i segreti dello spogliatoio sportivo, in tempi in cui nel calcio circolavano meno soldi è forse più umanità.

Uno sguardo al calcio del passato permetterà qualche riflessione anche sul calcio di oggi e su quali siano i valori e le motivazioni profonde che possono fare di questo sport un’esperienza formativa per le giovani generazioni. Per arricchire l’evento sono state invitate a partecipare tutte le realtà calcistiche maranesi. La presentazione del libro sarà curata da due ospiti: Fabio Viviani, ex calciatore biancorosso, e Luca Ancetti, giornalista e direttore di tvA Vicenza e conoscitore del calcio vicentino.

locandina“Con l’occasione verrà illustrato il progetto di rilancio del campo di calcio di via del Progresso, che il Comune intende sistemare e gestire in sinergia con tutte le realtà calcistiche maranesi, per promuovere un calcio educativo, ricreativo e rivolto in particolare i più giovani”, ha sottolineato l’assessore maranese alla cultura e allo sport Marco Guzzonato.

Non ultimo, il libro di Bardin ha anche una finalità benefica: i proventi verranno destinati alla costruzione della Scuola St. Chatherine a Lakka Freetown, in Sierra Leone, tramite l’Associazione Erika Onlus. Tutto il guadagno derivante dalla vendita del libro verrà devoluto in beneficenza e investito in educazione.

Nato a Schio nel 1944, Bardin ha giocato come portiere ed ha allenato a tutti i livelli, dall’Interregionale alla Serie C, dalla Serie A alle coppe internazionali (Uefa e Champions League). È stato calciatore dilettante nello Schio, poi professionista in Lanerossi Vicenza, Ascoli, Cesena, Spal e Padova. Ha collaborato con molti allenatori italiani (Giorgi, Mazzone, Trapattoni) e internazionali (Tabarez, Lazaroni). Ha allenato i portieri di Padova, Brescia, Genoa, Cagliari, Fiorentina e della Nazionale Italiana durante il Campionato del Mondo 2002 e il Campionato Europeo 2004. È stato allenatore dei portieri del Benfica di Lisbona vincitore del Campionato Portoghese 2004-05 e dello Stoccarda.

Alessandro Scandale

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