mercoledì , 28 Aprile 2021

Vicenza, ricatti osé a una sua coetanea, denunciato

Tra i giovani, e non solo, va molto di moda scambiarsi foto osé via sms. Quello che all’inizio può sembrare un gioco può però trasformarsi in qualcosa di pericoloso e dare il via a una serie di ricatti. Proprio la paura di vedere le proprie foto intime pubblicate in internet spinge le persone a denunciare tutto prima che diventi troppo tardi. Questo è quello che è successo anche tra due ragazzini, all’epoca dei fatti lui, di origini ghanesi, aveva 16 anni, lei 17.

I due frequentavano la stessa scuola media e dopo alcuni mesi dalla fine dell’anno scolastico il ragazzo aveva contatto la sua compagna di classe via sms. Dopo un paio di mesi in cui i due si scambiavano messaggi il giovane ha chiesto alla sua coetanea di mandargli via whatsapp alcune foto delle sue parti intime e in pose sexy. La ragazzina ha accettato a patto che, una volte viste, le foto venissero cancellate. Naturalmente lui ha promesso che lo avrebbe fatto e così la giovane ha iniziato a inviare una serie di foto in pose e atteggiamenti inequivocabili. Col passare del tempo il 16enne, pensando di essere fidanzato con la 17enne per via dei messaggi che si scambiavano, si è dimostrato geloso e ha minacciato di divulgare le foto in internet.

Una volta venuta a sapere che le foto non erano state cancellate, la ragazza si è spaventata e ha deciso di raccontare tutto ai genitori che dopo aver contatto il 114 (emergenza infanzia), si sono recati in Questura per sporgere denuncia. La 17enne è stata ascoltata dagli investigatori della seconda sezione della Squadra Mobile, coordinati dal vicequestore Michele Marchese e dall’ispettore superiore Roberto Minervini, che hanno iniziato le indagini. Nell’abitazione del ragazzo è stata eseguita una perquisizione e il suo cellulare è stato sequestrato.

Dopo i controlli è emerso che alcune foto erano state cancellate mentre altre erano ancora presenti. Ora il ragazzo, denunciato per detenzione di materiale pedopornografico, rischia fino a tre anni di reclusione e il pagamento di una multa fino a 1.549 euro. Purtroppo questo fenomeno non ha fine e i ragazzi sembrano non comprendere la differenza tra reale e virtuale, mostrandosi incapaci di capire la pericolosità della rete.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità