Arte, Cultura e Spettacoli

Vicenza. a Monte Berico l’arte incontra lo spirito

In una data scelta non a caso, a ridosso della festa dell’8 settembre che per Vicenza ha grande significato, si è inaugurata ieri sera al santuario di Monte Berico la mostra Tra le mani il cielo. L’arte del Novecento incontra Monte Berico, tra memoria e devozione, allestita nella sala dei Sette Santi Fondatori. Alla cerimonia inaugurale sono intervenuti l’Assessore Isabella Sala in rappresentanza del Comune di Vicenza, padre Lino Pacchin, priore della Provincia di Lombardia e Veneto dell’Ordine dei Servi di Maria e la curatrice della mostra Agata Keran.

Il percorso espositivo promosso dalla comunità dei Servi di Maria del santuario di Monte Berico, con il patrocinio del Comune di Vicenza e con la collaborazione delle parrocchie di S. Caterina di Vicenza e di Molino di Altissimo è stato curato da Agata Keran, fra Giovan Battista Pesci e fra Giorgio Vasina, con il contributo di Federico Bauce e Francesca Gaianigo.

CIMG1931La mostra, allestita con la semplicità che più si addice alla sacralità del luogo ma non per questo meno emozionante, racconta il panorama artistico nel Novecento da un’angolazione particolare: partendo dalla collezione museale del santuario di Monte Berico, il racconto si espande verso quel contesto storico in cui si sono sviluppati certi fermenti culturali e spirituali che hanno portato alcuni artisti ad attraversare in prima persona la memoria del luogo, dal paesaggio alla storia, dalla veduta all’immagine sacra.

Il nucleo centrale della mostra è costituito da opere e documenti custoditi presso il santuario vicentino, integrato poi con una serie di manufatti provenienti da varie collezioni private di Vicenza e provincia. Quindici gli artisti presenti nel percorso espositivo disposto in modo tematico, tra i quali spiccano i nomi di Mina Anselmi, Vico Calabrò, Gueri da Santomio, Otello De Maria, Adriana Marchetto, Giovan Battista Pesci, Attilio Polato, Lina Rosso, Teresa Soardi, Laura Stocco. Artisti che hanno voluto lasciare un segno del proprio passaggio, offrire un personale omaggio alla bellezza interiore del luogo, con donazioni che vanno dall’arte sacra alla pittura del paesaggio.

Agata Keran
Agata Keran

Per quanto riguarda gli autori già scomparsi – si legge nelle note di presentazione – si tratta di una memoria in pericolo di estinzione, di cui questo progetto ha voluto prendersi cura, prima che l’oblio cancelli definitivamente tutti i nessi biografici e contestuali. Raccogliendo testimonianze per ricomporre il mosaico delle relazioni, si è innestata un’esperienza assai partecipativa, dove molte persone – familiari, amici, allievi, conoscitori – hanno offerto un grande sostegno per ampliare l’arca delle memorie di un museo delle devozioni, dove il racconto biografico ha un valore davvero fondamentale, comprimario. Grazie al loro aiuto, abbiamo potuto integrare il percorso espositivo con opere e documenti provenienti da varie collezioni private, ampliando il raggio verso il contesto culturale in cui matura lo sguardo degli artisti.

“Questa mostra è il risultato di un grande lavoro di equipe – ha detto in apertura padre Pacchin – e si inserisce nel quadro delle celebrazioni mariane di Monte Berico che per Vicenza sono molto significative. L’esposizione dà un volto culturale a quello che è ed è sempre stato un momento di valore prettamente religioso per i vicentini”.

“Il valore storico artistico dell’evento fornisce lustro e valore ad un momento di festa per Vicenza – ha aggiunto l’assessore Sala portando i saluti dell’amministrazione – . Un messaggio da cogliere con occhi e cuore aperto, una camminata attraverso l’arte devozionale che invita i vicentini e i pellegrini a riscoprire il nostro santuario in questo mese di settembre”.

S. Caterina da Siena
S. Caterina da Siena

E ricordando le figure di due importanti artisti vicentini come Otello De Maria e Gueri da Santomio, la curatrice Keran ha sottolineato come alcune delle opere esposte non siano mai uscite prima d’ora dalla loro sede, come ad esempio la Via Crucis della chiesa di Molino di Altissimo, eseguita da Laura Stocco su disegni della pittrice e filosofa vicentina Mina Anselmi. O ancora la bellissima S. Caterina da Siena, custodita nella chiesa di S. Caterina a Vicenza (alla cui parrocchia appartiene anche Monte Berico) realizzata dalla stessa Anselmi.

“La mostra – ha detto Keran- suscita emozioni, risveglia la curiosità e l’interesse per l’arte, il desiderio di scoprire la meraviglia del Sacro, perchè in ognuna delle opere esposte c’è una storia di vita vera che va raccontata”.

La mostra resterà aperta fino al 5 ottobre il sabato e la domenica, dalle 8 alle 12 e dalle 15 alle 19, con un’pertura straordinaria lunedì 8 settembre dalle 8 alle 12 e dalle 15 alle 19. A corredo della mostra c’è anche un calendario di eventi correlati:

  • Domenica 7 settembre, ore 16: Visita guidata alla mostra. Durata: 60 minuti.
  • Sabato 13 settembre, ore 15: Visita guidata al santuario. Durata: 90 minuti.
  • Domenica 14 settembre, ore 16: Itinerario tematico “Le passeggiate vicentine, dalla città al santuario”, dedicata ai paesaggisti Antonio Dall’Amico, Luigi e Attilio Veronese, con testimonianze di alcuni familiari. Durata: 60 minuti.
  • Sabato 20 settembre, ore 15: Visita guidata al santuario. Durata: 90 minuti.
  • Domenica 21 settembre, ore 16: Itinerario tematico “L’arte sacra del Novecento a Monte Berico: Lina Rosso, Attilio Polato, Otello de Maria, Gueri da Santomio”, con testimonianze di alcuni amici e familiari. Durata: 60 minuti.
  • Sabato 27 settembre, ore 15: Visita guidata al santuario. Durata: 90 minuti.
  • Domenica 28 settembre, ore 16: Itinerario tematico “Nello studio di contra’ Fossetta: l’opera e l’apostolato didattico di Mina Anselmi”, con testimonianze dei suoi allievi. Durata: 60 minuti.
  • Domenica 5 ottobre, ore 16: Visita guidata alla mostra. Durata: 60 minuti.

Alessandro Scandale

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