Cultura e Spettacoli

Vicenza, il colore dell’arte illumina le Gallerie d’Italia

Ancora un’evento artistico culturale di grande richiamo alle Gallerie d’Italia di Paalazzo Leoni Montanari di Vicenza. Dal 26 settembre al 25 gennaio il prestigioso polo museale e culturale vicentino ospita l’esposizione monografica Il colore come forma plastica. Percorso attraverso una forma di astrazione. Già presentata a Milano nelle Gallerie d’Italia di Piazza Scala, la monographia viene ora riproposta a Vicenza in una nuova veste, con variazioni e considerevoli ampliamenti.

Sandro MartiniL’attenzione della mostra curata da Francesco Tedeschi (a ingresso libero, con inaugurazione giovedì 25 alle 18), si concentra sull’importanza del colore come mezzo compositivo, come si rivela nella ricerca artistica di alcuni protagonisti dell’arte italiana della seconda metà del Novecento quali Accardi, Dorazio, Magnelli, Matino, Olivieri, Spalletti, Turcato, Verna, e Vicentini. La mostra di Vicenza svolge un’ulteriore indagine rispetto alla prima edizione del progetto, permettendo di allargare lo spettro degli autori considerati, tutti presenti con lavori di primissimo piano, diretti a cogliere le potenzialità del fare pittorico attraverso l’attenzione per gli strumenti e la loro forza creativa.

Si può riconoscere originariamente nell’esperienza futurista, e in particolare nelle ricerche di Giacomo Balla, un interesse per il colore come forma plastica in quanto sostanza luminosa e possibile nucleo originario di motivi spaziali, anche tridimensionali, che rasenta l’astrazione. L’opera di Balla con cui si apre il percorso espositivo ne può essere una valida documentazione.

Giacomo BallaAnticipata in altre correnti non-figurative europee della prima metà del secolo, la proposta di un rapporto tra colore e dimensione plastica è ripresa nell’arte italiana del secondo dopoguerra in relazione con quanto avviene nel contesto internazionale. In quegli anni, alle possibilità di un astrattismo del colore, che guarda alle esplorazioni cromatiche di Balla come alle sintesi proposte nell’ambito dell’École de Paris, di cui Alberto Magnelli e Silvano Bozzolini sono validi esponenti, si riconnette in particolare Piero Dorazio, che si impegna in un’opera di collegamento fra una via italiana all’astrazione e le proposte europee e americane in tale direzione.  A queste esperienze degli anni Quaranta-Cinquanta si riallacciano le riflessioni analitiche sulla pittura che negli anni Settanta-Ottanta danno vita a nuove soluzioni compositive in cui il colore, la linea, la traccia sulla superficie diventano le parole di un vocabolario valido a rinnovare la sintassi del linguaggio pittorico.

A corredo della mostra è disponibile un percorso multimediale in italiano e in inglese, fruibile tramite un touch screen. I materiali di approfondimento qui raccolti e consultabili invitano il visitatore a immergersi nel clima di quell’epoca attraverso schede storico-critiche e documenti organizzati in relazione alle opere e ai singoli autori. Ciascun visitatore ha così la possibilità di costruire il proprio percorso di visita virtuale, in parallelo all’esperienza diretta delle sale della mostra, sviluppando una conoscenza più ampia e approfondita degli autori delle opere attraverso ulteriori canali, secondo un target di destinazione che può spaziare dal visitatore occasionale allo specialista di settore.

Il catalogo della monographia, curato da Francesco Tedeschi, è edito da Skira. In occasione della mostra verranno proposte alcune attività collaterali gratuite, quali incontri con gli artisti, visite guidate nei week-end e itinerari didattici con laboratori espressivi per le scuole.

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