Cultura e Spettacoli

Teatro Olimpico, è in partenza il più contemporaneo dei cicli classici

Si propone di mediare tra due poli apparentemente antitetici il 67° ciclo di spettacoli classici, in programma dal 17 al 26 ottobre. Classico e contemporaneo in dialogo dunque, o meglio tenuti assieme per ricercare un nuovo linguaggio, per produrre spettacoli vitali che affrontino anche le nuove domande del presente. Questo si è proposta di ideare per Vicenza la direttrice artistica Emma Dante, la premiata regista e attrice che diventa la prima donna alla direzione della rassegna vicentina.

Emma Dante in una bella foto di Carmine Maringola
Emma Dante in una bella foto di Carmine Maringola

“L’arte riesce ad illuminare l’oscurità perpetua che siamo – ha detto Emma Dante, motivando le sue scelte artistiche –, il classico e il mito sono strutturalmente portati ad essere ripensati, rivissuti, rivitalizzati: da questo ricavano la loro importanza per la vita e senza questo entrano in una specie di museo senza vita. Ecco perché nelle nostre scelte abbiamo cercato il cortocircuito, la sgrammaticatura intelligente, con un programma che non farà stare gli spettatori tranquilli sulla sedia, ma stuzzicherà in loro molte domande”

Sulla stessa linea Flavio Albanese, il Presidente della Fondazone Teatro Comunale: “Non dobbiamo aver paura che qualcuno non capisca. Mentre il teatro comunale è uno spazio pensato per i vicentini, l’Olimpico può e deve essere aperto al mondo, con proposte d’avanguardia rivolte ad un pubblico più vasto. Oggi – conclude Albanese – viviamo una fastidiosa incombente necessità di contemporaneità: non siamo qui a ripetere, ma ad inventare”

“Il senso di investire sul teatro è un po’ questo – dice in conclusione l’assessore alla crescita Bulgarini d’Elci – non lo si fa per celebrare staticamente il passato, ma per mostrare prima e illuminare poi i problemi e le fratture del presente. Questo è possibile solo grazie ad un’audace operazione sul linguaggio artistico”

Si parte dunque domani con l’attesissima prima di Io, Nessuno e Polifemo, lo spettacolo in forma dialogica accompagnato dalle musiche di Serena Ganci, con Emma Dante nel duplice ruolo di attrice e regista e con Salvatore d’Onofrio e Carmine Maringola nei ruoli di Polifemo e Ulisse. Il programma non prevede solo la serie di spettacoli fino a fine ottobre, ma anche l’atteso laboratorio teatrale Verso Itaca, il momento di studio riservato agli attori in cui si analizzeranno gli incontri femminili di Ulisse nell’Odissea. Ci sarà poi l’eccezionale proiezione del film Via Castellana Bandiera, con cui Emma Dante ha debuttato come regista alla Mostra del Cinema di Venezia, portando a casa una Coppa Volpi grazie all’interpretazione di Elena Cotta.

Confermata infine la suggestiva iniziativa del Caffè classico, i pizzini di carta ingiallita su cui vengono stampati, con antichi torchi a caratteri mobili, alcuni frammenti in prosa tratti dai grandi classici rivisitati durante la rassegna. E di tutte le domande che affollano questa vigilia – è giusto o non è giusto rivisitare il classico? Si possono rileggere trama e personaggi per renderli più contemporanei? Si deve temere tutto quello che è considerato autorità? – sembra si possa trovare risposta nel primo Caffè classico che ci capita tra le mani, laddove Polifemo, personaggio tipicamente realista e antisistema, è pronto a mettere la sua parola definitiva: “O ti fallisce, straniero, il senno, o tu di lunge vieni, che vuoi che i Numi io riverisca e tema”.

Riccardo Carli

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