Provincia

Basta ricerche dell’ orso in Altopiano? La rabbia di Coldiretti

Era solo questione di tempo, c’era da aspettarselo. La morte, in Trentino, dell’orsa Daniza non poteva non avere ripercussioni sulla vicenda che riguarda un altro esemplare di questa specie, quello che sta facendo molto discutere dalle nostre parti, ovvero l’ orso M4, da mesi libero sull’Altopiano di Asiago e autore di molti danni agli allevatori. Sembra che la principale ripercussione sia data da un allentamento delle ricerche, magari proprio per paura di causare un altro caso nazionale tentando la cattura di M4 anche solo per mettergli il radio collare. Ci fa sapere tutto questo Coldiretti Vicenza, che ha sempre difeso a spada tratta, in questi mesi, gli allevatori che volevano porre fine al banchetto dell’ orso che ha sbranato diversi capi di bestiame.

Martino Cerantola
Martino Cerantola

“Apprendiamo con stupore – dice Coldiretti – la decisione dei vertici del Corpo forestale dello Stato di sospendere le ricerche dell’orso M4, dopo il grande clamore suscitato dalla morte di Daniza. Fermo restando il profondo dispiacere per le circostanze, in via di chiarimento da parte delle autorità competenti, che hanno portato alla morte dell’orsa trentina, riteniamo opportuno che non venga interrotta l’attività di ricerca e monitoraggio di M4”. La nota di Coldiretti Vicenza è firmata dallo stesso presidente Martino Cerantola,che è molto duro nei confronti dei vertici della Forestale e della decisione di sospendere le ricerche dell’orso sull’altopiano.

“In due mesi e mezzo – continua Cerantola – il lavoro dei Forestali sull’Altopiano non è stato proficuo, non sono riusciti a dar seguito all’installazione del radiocollare autorizzata dal Ministero per il monitoraggio degli spostamenti del plantigrado. Ciò che emerge, purtroppo, è la scarsa propensione dei vertici del Corpo forestale dello Stato ad assumersi responsabilità, con conseguenze che si riflettono sulla collettività e, nel caso dell’ orso che sull’Altopiano ha predato una trentina di tra vacche, vitelli, asini e pecore, sugli allevamenti che generano economia in un’area altrimenti destinata all’abbandono. Un abbandono sul quale si rifletterà a lungo, a partire dalla prossima stagione monticatoria”.

Secondo Coldiretti inoltre i Forestali non si sono mai prodigati nell’effettuare un’attività di ricerca accurata. “Trasferire – conclude infatti Cerantola – l’eventuale responsabilità sulla Provincia, attraverso la competente squadra di Polizia, come hanno annunciato i Forestali, denota l’esclusiva volontà di trasferire ad altri le proprie responsabilità e l’incapacità di proporre delle soluzioni allo specifico problema che perdura da mesi. Si dovrà aprire una discussione più ampia, nelle sedi opportune, affinché il personale dirigente, da cui dipende l’attività nei territori, svolga i propri compiti con maggior senso etico e di responsabilità, non perdendo di vista il bene della comunità e delle aziende che ne fanno parte integrante e contribuiscono al suo sviluppo”.

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