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Marano, ultimi appuntamenti per il Festival del Pane

Sta riscuotendo un buon successo a Marano Vicentino la seconda edizione del Festival del Pane. Iniziata il il 19 settembre presso la Chiesetta e Corte San Pietro, sta vivendo le fasi conclusive dato che l’ultimo giorno sarà domani, 28 settembre. Dopo il successo lo scorso anno della prima edizione, il programma di quest’anno è rimasto immutato nello spirito che caratterizza l’evento fin dalla sua progettazione: rendere omaggio al pane e alla sua storia, come pretesto per una festa della comunità e del territorio vicentino.

Marano vede infatti ancora ben custoditi i mulini, la tradizione artigiana dei panettieri, che si rinnova con la presenza di aziende leader mondiali per i macchinari destinati alla panificazione in tutte le sue fasi. Già a fine luglio il Progetto Panis aveva partecipato alla Cena con le Stelle, in piazza Silva, come anticipazione dell’evento di settembre, con la lavorazione e cottura in piazza di pane a pasta madre.

In questi giorni comunque, nel Festival del Pane di Marano sono stati e vengono proposti  momenti di vario genere per  tutta la famiglia: vetrine in banchi di vari tipi di pane, degustazioni anche nella simpatica formula di pane e pocio, produzione e cottura in forno a legna, mostre sulla alimentazione nel periodo bellico della Grande Giuerra, musica,  ballo, proiezioni di film con storie inerenti alla sacralità del pane, camminata  per la Via del Pane per riscoprire forni e la storia locale, ed anche una sfilata di auto d’Epoca.

Adesso siamo dunque alle battute finali, quelle culminanti, e gli ultimi appuntamenti sono da non perdere. Da segnalare innanzitutto, questo pomeriggio l’apertura, alle 18, della mostra ”1915-1918. Il pane e la Guerra. L’alimentazione durante il periodo bellico”, a cura del Gruppo di Ricerca sulla Grande Guerra di Marano Vicentino, con immagini, proiezioni e fotografie e reperti inerenti al tema del cibo non solo dei soldati, ma anche della popolazione, anch’essa duramente provata.

Seguiirà alle 20 lo Spettacolo Teatrale: “La Grande Guerra, una feroce primavera”, di e con Andrea Pennacchi, con musiche di Giorgio Gobbo. Andrea Pennacchi porta in scena la storia di un giovane soldato: uno che parte per la guerra, volontario ed entusiasta, pensando che il conflitto sarà rapido. Uno che poi si rende conto che non sarà così. Un soldato ideale, che è insieme tutti i soldati italiani della Prima Guerra Mondiale. Il racconto del conflitto dal suo personale punto di vista è un modo per osservare da vicino la guerra più feroce di tutte. Una guerra in cui il nostro paese era l’unico a non poter neanche fingere di avere ragioni difensive e in cui eravamo entrati dopo una vergognosa asta al miglior offerente tra le due grandi alleanze in campo.

Il nostro paese non era militarmente pronto ed era guidato da generali lasciati allo sbaraglio. Di recente, alcuni studiosi hanno sostenuto che la Grande Guerra stata sia in realtà l’evento scatenante di una “guerra del mondo” i cui ultimi echi si sono spenti solo con il recente conflitto balcanico, e qualcuno si spinge fino ai conflitti medio orientali in atto. Una guerra mai terminata dunque, che attraversa il Secolo breve, il novecento, accumulando morti e sofferenze inaudite. Un evento di tale portata, che anche in Italia, soprattutto nelle regioni di Nord Est, infuriò selvaggiamente bruciando generazioni di giovani, in quella che avrebbe dovuto essere la nuova fucina dell’identità nazionale e la quarta guerra d’indipendenza.

È una prospettiva un po’ sbilenca quella proposta da Andrea Pennacchi, lontana dalla retorica della “grande guerra patriottica”, ma rispettosa delle centinaia di migliaia di caduti, della loro gioventù, dei loro sogni. E proprio di sogni, e incubi, racconta lo spettacolo, attraverso poeti e scrittori che a questa guerra diedero le parole, tra i quali D’Annunzio, Gadda, Comisso, Ungaretti, Montale, Hemingway, Kipling.

Domani invece, domenica 28 settembre verrà percorsa la Via del Pane, con partenza in Piazza Silva, tra le 8,30 e le 9,30, e arrivo in Piazzetta S.Maria. Si tratta di una camminata, o corsa, per le vie di Marano tra sport, salute, cultura e assaggi di buon pane. Si potranno seguire due itinerari, a seconda della preparazione atletica, e del piacere di passeggiare: uno di 5 e l’altro di circa 13 km. Il percorso sarà accompagnato da amici del Festival che racconteranno storie relative ai mulini e al pane nella zona maranese. Ci saranno punti ristoro anche presso antiche contrade, ove si fa talvolta ancora il pane nel forno di pietra. All’arrivo in piazzetta Santa Maria verrò inaugurato il murale di Giampietro Cavedon, un omaggio del pittore maranese al lavoro dei fornai.

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