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La troppa trasparenza di Poste Italiane

Un lettore ci scrive segnalandoci quella che forse è soprattutto una svista da parte di Poste Italiane, ma che è certo meritevole di una correzione. Stiamo parlando di privacy, di riservatezza sui dati sensibili. Nel mondo del lavoro, e in misura veramente notevole nel mondo delle comunicazioni, si fanno ogni giorno i conti con le leggi sulla privacy, giustissime per altro.

Del resto, quello alla riservatezza di alcune nostre caratteristiche, è un diritto che noi tutti abbiamo. Se ho una malattia sono fatti miei, e giustamente, in farmacia si aspetta dietro la linea gialla il proprio turno, e qualsiasi comunicazione sanitaria è riservata all’ammalato o a un suo delegato. “Solo per i tuoi occhi”… diceva insomma un vecchio adagio (delle spie) ed un altrettanto vecchio film di James Bond.

La lettera in questione
La lettera in questione

E riservati sono anche indirizzi, numeri di telefono, e tutto ciò che serve per raggiungerci. Anche il nostro conto in banca è tenuto al riparo da occhi indiscreti, ma qualche volta arriva la svista. Ed arriviamo al nostro lettore, che ci scrive:

Alcune settimane fa, mi è arrivata una lettera di Poste Italiane. La missiva riportava in bella evidenza a caratteri vistosi la seguente frase: ” I tuoi buoni fruttiferi postali sono scaduti?”, e più sotto:” Scopri la nostra nuova offerta”. Mi chiedo: che necessità c’era di far sapere al mondo che forse i miei BOT erano scaduti? Non era sufficiente che io leggessi il contenuto interno della lettera?

Dopo dieci giorni mi arriva un’altra comunicazione con busta normale, che non lascia trasparire il contenuto, nella quale Poste Italiane si scusa per l’errore in quanto i miei BOT non sono in scadenza. Viene da terminare con una battuta: “E’ l’Europa a chiederci tutta questa trasparenza?”

Il nostro lettore, comprensibilmente, pur firmando la lettera, ci chiede di non pubblicare il suo nome perché non sia data troppa pubblicità alla cosa. Ci limitiamo quindi a chiedere a Poste Italiane di correggere la svista, e tutelare la privacy dei suoi clienti. Va bene il marketing, ma i curiosi in giro sono tanti, ed anche i male intenzionati. E sembra poco opportuno far sapere loro se qualcuno ha dei soldi da parte oppure no.

F. O.

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