Vicenzavicenzareport

Cisl Vicenza dura sul blocco dei contratti del Pubblico impiego

E’ molto duro, argomentato e critico, l’intervento della Cisl di Vicenza nei confronti dell’annunciato blocco della contrattazione dei dipendenti delle Pubbliche amministrazioni. Era stata lo stesso ministro Madia ad annunciarlo, parlando di carenza di risorse. E i commenti negativi della Cisl vicentina e dei sindacati del Pubblico impiego Cisl non si sono fatti attendere.

Gianfranco Refosco
Gianfranco Refosco

“Il governo – ha detto il segretario generale della Cisl berica Gianfranco Refosco –  si è dimostrato veramente poco coraggioso con questa scelta. Ci saremmo aspettati che ci sfidasse a trovare le risorse per il rinnovo del contratto nella riforma alla pubblica amministrazione, coinvolgendo lavoratrici e lavoratori nella lotta agli sprechi e alle spese inutili. Ci saremmo anche aspettati che si aprisse per lo meno il confronto sulla parte normativa del contratto, che potrebbe essere un modo per innovare l’organizzazione interna alla pubblica amministrazione. Invece niente. Continuare a demotivare e penalizzare il personale ci sembra proprio la strada per impedire il cambiamento negli enti pubblici. Siamo veramente delusi da questo atteggiamento. Invece sfidiamo il governo ad avere il coraggio del coinvolgimento dei lavoratori nel cambiamento con una nuova fase contrattuale.”

“Dalle enunciazioni di Renzi  – gli ha fatto eco il segretario generale della Cisl Funzione Pubblica di Vicenza, Ruggero Bellotto, – ci aspettavamo, nel comparto pubblico, un piano industriale fondato sul dossier con il quale Cottarelli denuncia i tanti sprechi, e quindi su una valorizzazione del personale che rivoluzionasse il settore all’insegna di servizi rapidi, efficaci ed economici. Ora invece emerge con chiarezza che il rifiuto al confronto nascondeva le incapacità di questo governo. In questi cinque anni di blocco contrattuale, ogni lavoratore pubblico ha già perso almeno 3.000 euro, mentre, malgrado negli ultimi dieci anni i dipendenti pubblici siano diminuiti di 400 mila unità, la spesa pubblica è andata alle stelle, e si continua a foraggiare la politica nella moltiplicazione di spese improduttive e clientelari. La verità è che i dipendenti pubblici lavorano al servizio ed a contatto con i politici ed i loro nominati, conoscono le origini degli sprechi e sanno come e dove intervenire per ridurli, ma ciò appare scomodo alla politica. Reagiremo con forti mobilitazioni per impedire l’ennesima ingiustizia”.

Delusione e perplessità anche da parte di Tina Cupani, segretaria berica della Cisl Scuola: “Stavamo aspettando l’apertura del rinnovo contrattuale per trovare una coerenza con la pubblicazione delle Linee Guida sulla Scuola. Invece ecco l’ulteriore  blocco dei contratti  pubblici, con i nostri docenti che continueranno ad essere tra i meno pagati in Europa. Se questo è l’inizio, quale credibilità potrà avere l’operazione Buona Scuola?”

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button