Arte, Cultura e Spettacoli

Vicenza, “Il profumo” dell’anima, ieri, nello spettacolo di Titino Carrara

Nel giardino del Teatro Astra, a Vicenza, sospeso tra fronde verdi, lumini a livello del terreno e una notte senza stelle, poco distante dall’attivismo energico del Circolo di Tennis di Contrà Piarda, ieri, mercoledì 6 agosto, si è consumata nella penombra la performance di Titino Carrara inserita all’interno della rassegna “Tintarella di luna”.

Carrara, artista vicentino noto per la sua giovanile partecipazione al Carro di Tespi e per il suo lavoro all’interno della compagnia La Piccionaia I Carrara, fondata dal padre Tommaso, parla dell’olfatto come di un senso preminente per indagare la psiche umana. Non si odono rumori, e si vedono solo figure rischiarate dalle candele: è il naso che assorbe profumi in queste situazioni, diventa così uno scandaglio alla ricerca del “porto sepolto” di Ungaretti, quella vena di autenticità che al giorno d’oggi sembra scomparsa.

JB, ovvero Jean-Baptiste Grenouille, il protagonista de “Il profumo” di Patrick Suskind, nell’originale adattamento di Carrara è un uomo che non ha odore ma che è capace di vedere con gli occhi dell’olfatto: lui, con la sua straordinaria abilità e il suo disprezzo per il genere umano da cui è stato rifiutato fin dalla nascita, diventa così un testimone “diverso”, estraneo, dei movimenti dell’anima. Sì, un uomo senza odore è come un uomo che ha la notte dentro di sé, non ha un’anima: la travagliata vicenda familiare che lo porta a essere un reietto della società lo condurrà poi a compiere numerosi assassini di vergini, corpi da sottoporre alla tecnica dell’enflourage, un’immersione nel grasso per ricavarne profumi.

Gli ascoltatori, suddivisi in tre file di sedie colorate in mezzo al verde, non hanno mai distolto l’attenzione dalla concitata mimica di Carrara che era in grado di rendere, con la voce e pochi gesti, JB, la folla, la riflessione metafisica: la sua è una maschera ipotetica che spinge al pensiero, solo l’amore può impedire l’assenza di un’anima di cui il corpo si fa involucro chiuso e vuoto, una buccia di banana gettata sulla strada.

Ad alternarsi alle parole di Carrara c’era la presenza mai invasiva della musica, con temi spesso ricorrenti, capace di adattarsi alla perfezione al contenuto metafisico del monologo durato poco più di un’ora e mezza. Chi sa riconoscere gli odori dell’anima è Dio o un ciarlatano? Carrara conclude la sua esibizione lasciando al pubblico alcuni compiti per casa, lo stimolo ad affrontare la notte con occhi, anzi con odori diversi, in maniera più istintiva, come farebbe qualsiasi animale. E l’animale uomo è in grado di essere meno superficiale?

Il prossimo appuntamento della rassegna “Tintarella di luna”, organizzata da Titino Carrara e Giorgia Antonelli, si terrà mercoledì 27 agosto, alle 21.30, con lo spettacolo “Il fuoco nel cuore: il tenente, la giseta, il mulo”.

Camilla Bottin

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