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Truffano un’azienda chimica, due arresti a Vicenza

I carabinieri del nucleo investigativo di Vicenza l’hanno chiamata “Maquillage”: un’operazione non solo estetica che ha portato all’arresto con l’accusa di concorso in truffa aggravata di Giuseppe Capparotto, 60enne vicentino con precedenti per associazione a delinquere finalizzata alle truffe, e di Andrea Sorgato, 42enne padovano incensurato.

Giuseppe Capparotto
Giuseppe Capparotto

Tutto comincia alla fine di luglio. I due uomini si fanno passare per incaricati di una ditta metallurgica milanese e, usando falsi nomi e indirizzi di posta elettronica aperti ad arte, contattano via mail un’azienda vicentina che commercializza materie chimiche per effettuare un ordine di cento tonnellate di acido citrico: sostanza utilizzata per usi cosmetici, di cui un primo carico di ventiquattro tonnellate era già stato consegnato a loro con pagamento fissato a trenta giorni. Ad insospettire l’imprenditore vicentino, che con i due aveva avuto solo contatti tramite mail, è stata la fretta di ricevere il secondo carico a ordine aperto, cioè valido per il cliente per un tempo pattuito con il venditore, in questo caso per quattro-cinque mesi. I due facevano pressione per avere la merce perché il pagamento della prima fornitura si stava avvicinando alla scadenza.

Andrea Sorgato
Andrea Sorgato

L’imprenditore, dopo aver avuto conferma che la ditta milanese con cui credeva di tenere i contatti era all’oscuro di tutto, ha contattato i carabinieri, che hanno subito avviato una serie di controlli culminati con l’arresto dei due uomini nella notte tra il 26 e il 27 agosto durante la fase di consegna della merce. Verso le venti i militari, in una magazzino di Altavilla hanno visto uscire un autoarticolato che hanno immediatamente bloccato: all’interno hanno rinvenuto le ventiquattro tonnellate di acido citrico pronte per la consegna.

L’autista del mezzo ha riferito di essere ignaro di tutto e ha detto di essere diretto nella zona industriale di Montecchio. Giunti sul posto i carabinieri hanno trovato Capparotto e Sorgato che attendevano la merce per trasferirla poi in un deposito di Curtarolo nel Padovano. Nel magazzino, posto sotto sequestro, c’era un po’ di tutto: barre metalliche, condizionatori d’aria, caldaie a gas termosanitarie, pannelli in alluminio, lattine di olio per autotrazioni, pneumatici di varie marche e misure, il tutto per un valore complessivo di centocinquantamila euro.

maquillage
La merce rinvenuta nel magazzino

I carabinieri hanno inoltre rinvenuto auto di grossa cilindrata con targa slovacca e un quod, ovvero quella sorta di motocicletta a quattro ruote, intestato a Sorgato. Gli arrestati sono stati trovati in possesso di quindicimila euro in contanti derivati dalla vendita della merce posta sotto sequestro. Sono in corso ulteriori indagini da parte dei carabinieri dopo che anche un’azienda di Reggio Emilia ha denunciato di essere stata truffata allo stesso modo. Il pubblico ministero di turno Parolin ha disposto per Capparotto e Sorgato gli arresti domiciliari come previsto dal decreto svuota carceri.

Monica Zoppelletto

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