Arte, Cultura e Spettacoli

Corazon argentino al Castello di Romeo di Montecchio

L’Iliade e l’Odissea stanno alla Grecia come il tango sta all’Argentina: è un’arte che scoperchia le radici dell’anima di un popolo, l’espressione più piena della sua vitalità, la “catarsi” nella bellezza lungi dalle miserie quotidiane. Gli Archi dell’Accademia del Concerto di Montecchio Maggiore, un’orchestra costituitasi nel 2005 con il supporto della città di Montecchio e della Cassa Rurale e Artigiana di Brendola, hanno proposto nel corso della serata di ieri, 29 agosto, uno spettacolo dedicato esclusivamente al tango.

L’evento era “Not(t)e di tango”,  si è svolto all’interno del perimetro del Castello di Romeo, in cima al colle, e si è avvalso  dell’intervento magistrale della Tango Ètoile composta da Ruben Peloni alla voce, da Massimiliano Pitocco al bandoneòn e da Rosario Mastroserio al pianoforte. Il bandoneòn, un tipo di fisarmonica utilizzato soprattutto nelle orchestre di tango argentino, si è reso protagonista del “Concerto para bandoneòn” di Astor Piazzola: rivivono inoltre le liriche di Borges musicate dal grande artista argentino grazie alla voce di Ruben Peloni che, con “Jacinto Chiclana” esalta uomini duri dal cappello a tesa larga e una sciarpa bianca, figli di sobborghi infimi.

Non sono mancati accenni alla passione: tra “Por una Cabeza”, di Gardel, e “Madame Ivonne”, di Pereyra, cantate nostalgicamente da Peloni, il pubblico ha potuto contemplare la bellezza viva di un amore in movimento grazie all’intervento dei ballerini di tango Neri Luciano Piliu e Yanina Valeria Quinones. I due, con un abito diverso per ogni canzone, elegante lui e frizzante lei, si sono cimentati con estrema bravura in passi di tango e milonga: Pugliese con “Gallo ciego”, Piazzola con “Oblivion” e Canaro con “Milonga de Mis Amores” sono diventati lo “sfondo” musicale di un’esplosione di vitalità, di gambe che volavano in aria, di sguardi dritti negli occhi.

In “Oblivion” i due ballerini nemmeno si toccavano ma l’energia che li avvinceva si percepiva, si muovevano come una cosa sola. L’estasi che avvolgeva i loro passi lasciava il pubblico incredulo, quasi incapace di concepire una bravura simile. Il direttore dell’orchestra Maurizio Fipponi, esecutore perfetto degli spartiti, diviso tra serate di tango e di opera lirica, ha poi ringraziato più volte i Maestri del Tango Ètoile con cui ha collaborato, Pitocco al bandoneòn, Mastroserio al pianoforte e Peloni alla voce.

L’amalgama tra voce, musica e ballo è stata notevole, e la serata ha trovato un equilibrio la cui armonia si è trasmessa anche al pubblico che assisteva rapito. Tutto è stato perfetto, grazie anche a un meteo clemente e allo sfondo suggestivo del Castello di Romeo, e la serata si è poi conclusa con due incantevoli balli a sorpresa.

Camilla Bottin

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