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Caccia aperta alle nutrie per i danni che causano agli argini

Argini dei corsi d’acqua salvi grazie ad un recente provvedimento licenziato dal Senato della Repubblica. Il 25 luglio scorso, infatti, è stato definitivamente convertito in legge il decreto n. 91 del 24 giugno 2014, in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. La norma prevede che le nutrie, che arrecano notevoli danni ai canali e fossi di irrigazione, possano essere cacciati in qualunque modo e tempo.

“Si tratta di un testo normativo fortemente voluto e sostenuto da Coldiretti – spiega il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola – che ha esortato gli organi di governo, e le amministrazioni locali prima, ad individuare delle soluzioni ai distruttivi effetti che le nutrie producono sul territorio, con riflessi sotto il profilo della sicurezza idrogeologica che destano grande preoccupazione”.

Il comma 12 bis dell’art. 11 del decreto 91/2014 modifica il comma 2 dell’art. 2 della legge 157 dell’11 febbraio 1992, che recita “Le norme della presente legge non si applicano alle talpe, ai ratti, ai topi propriamente detti, alle arvicole”, ricomprendendo quindi le nutrie. “Un risultato significativo – conclude Cerantola – che potrebbe aggiungere un tassello sul versante della sicurezza del nostro territorio. È chiaro, tuttavia, che non si può trattare dell’unica iniziativa, ma occorrerà presto riflettere, come più volte esortato da Coldiretti, sulla pulizia degli argini e degli alvei fluviali, nonché, più in generale, sull’eccessivo sfruttamento del territorio”.

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