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Altopiano di Asiago, l’orso colpisce ancora. Bovini uccisi ora a quota 20

Un’altra manza è finita vittima dell’orso M4, che ormai da alcuni mesi scorrazza nell’Altropiano di Asiago. Si tratta di un bovino di razza Limousine, è morto dopo ore di agonia, ed è il quarto ad essere stato sottratto dall’orso alla malga Mandriolo, al confine con il Trentino, gestita dall’azienda agricola di Modesto Spiller, con sede a Villaverla. Sono venti gli animali ucciosi dall’orso in questo periodo

Martino Cerantola
Martino Cerantola

Della questione si è particolarmente interessata Coldiretti Vicenza. “È una pura fatalità – commenta infatti il presidente provinciale di Coldiretti, Martino Cerantola – che quest’orso non abbia ancora attaccato alcun essere umano, ed in un periodo di grandi presenze sull’Altopiano occorre agire tempestivamente per garantire la sicurezza alle persone. Non dimentichiamo che questo periodo di ricerca di funghi espone al pericolo anche le persone, certo impreparate ad affrontare l’incontro con un orso. Basti pensare a quanto è accaduto a Daniele Maturi, un cercatore di funghi che, a Pinzolo, incappando in un’orsa con i suoi piccoli è stato aggredito ed essendo impreparato ad affrontare la situazione ha riportato, per un puro caso fortuito, solo delle ferite, importanti ma non mortali”.

“L’interessamento di Elena Donazzan, – prosegue il presidente Martino Cerantola – unico assessore vicentino ad essere intervenuto sulla pericolosità dell’orso  è ammirevole, ma ora è indispensabile fare un ulteriore passo avanti ed agire con azioni rapide e coordinate per la cattura e l’allontanamento dell’animale da questi luoghi”.

L’estate poco calda e l’avvicinarsi della stagione più fredda, quindi l’abbandono delle malghe da parte degli animali, preoccupa particolarmente Coldiretti, che esorta ad intensificare le operazioni di cattura dell’orso M4, al fine di munirlo di radiocollare e spostarlo in un territorio dove non rechi offesa a persone ed animali.

“Vista l’incapacità delle autorità di affrontare questo orso – conclude Cerantola – di certo l’anno prossimo molti malghesi ci penseranno bene prima di riportare in montagna i propri animali. E questo determinerà un danno economico ai Comuni, che affittano le malghe, alle famiglie, che non potranno più sfruttare l’opportunità di trascorrere delle ore all’aria aperta con i propri figli ed anche alla sanità ed al benessere animale. Infine, va considerato che con il freddo l’orso potrebbe spostarsi in pianura, non trovando più cibo in quota, andando alla ricerca di altri animali o di qualunque altro cibo possa trovare”.

Anche il presidente di Coldiretti Asiago, Dino Panozzo, ci tiene a dire la sua. ”Ci auguriamo – sottolinea –  che le autorità che si stanno occupando di ciò che l’orso M4 ha fatto in Altopiano non giustifichino solo i comportamenti dei plantigradi, ma riflettano in particolare sullo stato d’animo delle persone che vivono sulla propria pelle e con una tensione nervosa preoccupante, da oltre due mesi, le scorribande dell’animale. È inammissibile che le autorità preposte siano sensibili solo verso gli animali selvatici e non verso le persone che vivono sul territorio. Coldiretti si unisce alle richieste dei malghesi e di molti cittadini altopianesi, affinché venga posta la parola fine a questo problema, che comporta costi rilevanti per la comunità”.

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Un Commento

  1. è bello pensare ad un orso libero e selvaggio in un mondo globalizzato e ipertecnologico non toccate la belva lasciatela libera fa bene all immaginazione di ognuno di noi scappaaa m4 ti vogliono catalogare

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