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L'accordo per l'Alta velocità prevede anche la dismissione dell'attuale stazione ferroviaria
L'accordo per l'Alta velocità prevede anche la dismissione dell'attuale stazione ferroviaria

Vicenza, soddisfazione in città per l’accordo sulla Tav

“Un passo fondamentale per il futuro di Vicenza, un via libera al cambiamento in direzione della modernità, attraverso un riordino dell’assetto urbanistico e della mobilità”. Viene definito così da molti l’accordo firmato ieri a Roma con il quale si disegna il passaggio dell’Alta velocità ferroviaria da Vicenza, città che negli intendimenti della prima ora veniva tagliata fuori a favore di un collegamento diretto tra Verona e Padova. L’accordo invece corregge il tracciato inserendovi anche il capoluogo berico, che dovrebbe per questo cambiare qualcosa anche nel suo assetto urbanistico, con due nuove stazioni ferroviarie, una in zona Fiera, per l’Alta velocità, e l’atra nell’area del nuovo tribunale, per il traffico regionale. Destinata ad essere dismessa la attuale stazione invece, assieme alla linea ferroviaria che sarà divenuta inutile in zona Ferrovieri.

Sergio Rebecca
Sergio Rebecca

Tra i primi ad esprimere soddisfazione per l’accordo firmato ieri c’è Confcommercio Vicenza il cui presidente, Sergio Rebecca,  parla di “risultato storico che premia la concretezza dell’intesa tra il Comune di Vicenza, la Camera di Commercio e le categorie economiche”. Il presidente di Confcommerciuo non manca di sottolineare come questo lavoro di squadra “sia stato condotto in piena sintonia con la Regione Veneto, individuando una soluzione condivisa e fattibile sulla questione dell’attraversamento a Vicenza della linea ferroviaria ad alta velocità. Un tassello fondamentale per il futuro della città”.

Vicenza, insomma, anche secondo Confcommercio, “ha ora le carte a posto per diventare il nuovo baricentro infrastrutturale del Veneto: la stazione dedicata alla Tav in zona Fiera, così come prevede il progetto, può dirsi il fulcro dei collegamenti con la A4,  con la Pedemontana e con l’autostrada  Valdastico”.

“Nuove infrastrutture sono sinonimo di crescita – afferma Rebecca – ed è questo ciò che chiede il territorio:  opportunità per lo sviluppo economico e ammodernamento. In quest’ottica, da parte nostra continueremo a porre l’attenzione sulla salvaguardia e la valorizzazione del centro storico che, in base alle ipotesi progettuali, perderà l’attuale stazione ferroviaria di viale Roma e ne acquisterà una nuova in zona Tribunale. Fondamentale diventa quindi la realizzazione, in parallelo, di un sistema di trasporto pubblico locale snello e veloce, che colleghi la città in ogni sua parte fino al centro. Questa fase è strategica per il riordino di Vicenza, e va concretizzato lo sforzo di dare un assetto più metropolitano all’area urbana,  con una visione moderna dei servizi per il cittadino, a cominciare, appunto, dalla mobilità”.

Federico Ginato
Federico Ginato

Anche dalla politica giungono voci di approvazione. Così ad esempio  il deputato vicentino del Partito Democratico, Federico Ginato. “Il Governo – ha commentato Ginato – si dimostra ancora una volta sensibile e attento alle esigenze di Vicenza e del Veneto. Se pensiamo anche ai soldi stanziati per la tangenziale di Vicenza, sulle infrastrutture è stato fatto di più in 15 mesi di legislatura che negli ultimi trent’anni: anni nei quali il Veneto aveva magari molti ministri e sottosegretari ma non si riusciva ad andare oltre una politica parolaia e inconcludente”.

“Il merito – ha concluso il parlamentare – va certamente ad un lavoro di squadra che, a partire dalla Camera di Commercio e dalle associazioni di categoria, ha coinvolto il sindaco, i parlamentari e i consiglieri regionali del territorio fino ad arrivare alla Regione. Il Vicentino è stato finalmente percepito come politicamente compatto perché tutti hanno lavorato per portare a casa il miglior risultato possibile. Riuscendoci”.

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