Vicenza, il recupero di un piccolo gioiello

Andrea Palladio ancora non era nato nel 1414 (sarebbe accaduto quasi un secolo dopo, in quel di Padova), quando un certo Zuanin dei Boccali, artigiano vicentino con la passione per l’architettura e le opere d’arte, si mise in testa l’idea di realizzare un luogo di preghiera in pieno centro storico a Vicenza. Fu così che nacque quello che oggi è conosciuto dai vicentini come Oratorio dei Boccalotti, in piazza San Pietro, uno dei monumenti cittadini più pregiati ma anche meno conosciuti dagli stessi residenti. Oggi che sono passati giusti sei secoli da quella data, Italia Nostra ha avuto un’altra brillante idea: avviare i lavori di restauro per il recupero conservativo degli affreschi presenti nell’edificio e di alcune importanti sculture.

Il piccolo edificio, oggi quasi negletto e nascosto in una piazzetta che pullula di automobili, parcheggiate spesso anche fuori dalle apposite strisce, rischiava davvero di cadere nel dimenticatoio se non ci posse stato l’interessamento di Italia Nostra, che da sempre e per sua stessa natura si occupa di recuperare e valorizzare monumenti, siti artistici e luoghi paesaggistici che altrimenti sarebbero preda della cementificazione, dell’incuria o del degrado ai quali purtroppo i cittadini assistono nelle moderne città.

Come ha appunto sottolineato Giovanna Dalla Pozza, presidente della sezione vicentina di Italia Nostra, l’edificio ha da tempo bisogno di essere preso in mano per recuperare gli affreschi e il pregiato soffitto e forte di questa convinzione ha lanciato una campagna cercandodi coinvolgere importanti enti e aziende vicentine per trovare adeguati finanziamentii. Tra i primi a rispondere è stata la locale Apindustria, che ha raccolto l’invito e ha deciso di contribuire finanziariamente per restituire alla città il recupero di sculture che prima d’ora non erano mai state oggetto di intervento, in particolare la Madonna con il Bambino e due angeli che risalgono al 1414.

Italia Nostra, dopo un lento lavoro di sensibilizzazione dei soci, della proprietà Ipab, della competente Soprintendenza di Verona, durato tre anni, ha potuto dare inizio ad un primo intervento di restauro nell’Oratorio, fatto costruire dal ricco artigiano produttore di stoviglie in terracotta residente in Borgo San Pietro. Nel 1415 egli donò anche il gruppo scultoreo lapideo policromato composto dalla Madonna con il Bambino e da due Angeli su cui in questi giorni è iniziato il restauro conservativo.

“Per Italia Nostra – afferma Dalla Pozza – si tratta di un forte impegno economico affrontato attraverso piccole donazioni raccolte pazientemente e assunto invece, per i due angeli, da Apindustria Vicenza per celebrare i quarant’anni della sua fondazione. Tuttavia il grande progetto che si vuole portare avanti è quello di restaurare tutto l’edificio, sia nella struttura muraria che nel recupero degli affreschi interni e del soffitto ligneo dipinti tutti del 1676 circa, ora in condizioni di gravissimo degrado. Saranno necessari più di 400.000 euro e Italia Nostra si sta impegnando come coordinatore e collettore per creare una cordata di generosi donatori – fondazioni bancarie, enti, ordini professionali e di categoria, club e associazioni – affinchè i vicentini possano ridonare a Vicenza un prezioso scrigno di opere d’arte, una pagina della propria storia religiosa ed artistica che non può essere cancellata”.

Il primo intervento sul gruppo costituito da una Madonna con il bambino e da due angeli, è eseguito dalla scuola regionale di restauro Engim Veneto, con sede al Patronato Leone VIII a Vicenza, dopo una convenzione in atto tra l’Ipab San Pietro e la Soprintendenza ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Verona. Il costo dei lavori sarà diviso in due parti: Italia Nostra finanzierà il recupero della Madonna con il Bambino, mentre l’associazione delle Pmi vicentine quello dei due angeli.

Apindustria, come ha ricordato il presidente Flavio Lorenzin, ha voluto coinvolgere nel progetto il maggior numero di imprenditori associati per sottolineare l’ideale legame tra passato e presente nella tradizione imprenditoriale vicentina, un tessuto che, nonostante la crisi, intende rimanere presente e pronto a sfruttare ogni segnale di ripresa. E anche il restauro è un modo di fare impresa, di lavorare e dare lavoro, soprattutto ai giovani.

Sono infatti per lo più giovani i ragazzi di Engim Veneto che, guidati dai loro insegnanti e dal Direttore Ugo Pasquale, cureranno il restauro del gruppo scultoreo. L’Engim Veneto Patronato Leone XIII di Vicenza è un Centro di Formazione Professionale che risponde alle esigenze dei giovani, offrendo una preparazione culturale e professionale con momenti liberi per lo sport, il cinema e l’associazionismo. Engim è un’associazione senza fini di lucro che si ispira a San Leonardo Murialdo e si dedica all’orientamento e alla formazione professionale dei giovani. Nella sede vicentina ci sono circa 400 allievi in sei percorsi professionali. L’iter formativo comprende la didattica teorica in aula e l’applicazione delle tecniche artistiche e di restauro in laboratorio, ma anche cantieri-scuola in collaborazione con i partner istituzionali e stage presso le aziende del settore.

Alessandro Scandale

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