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Vicenza, nuovo presidente al Cisa, ma senza placet del Comune

“Il Centro internazionale di studi di architettura Andrea Palladio (Cisa) è un istituto di ricerca dedicato alla storia dell’architettura. Fondato nel 1958, ha sede a Vicenza nel palazzo Barbaran da Porto, in Contra’ Porti 11. Venne fondato con l’obiettivo di creare un centro di ricerca sulla storia dell’architettura dove la comunità internazionale degli studiosi potesse riunirsi e lavorare insieme. Nei decenni successivi, con l’ingresso di studiosi come James Ackerman, Arnaldo Bruschi o Manfredo Tafuri, dall’ambito palladiano si ampliò lo studio all’intero Rinascimento, e progressivamente alla storia dell’architettura di ogni tempo”.

E’ questa la descrizione che Wikipedia dà del Cisa, ovvero del Centro studi di architettura che non poteva trovarsi che nella città palladiana per eccellenza. Una istituzione di prestigio dunque, di respiro e valenza internazionali, nella gestione della quale sono impegnati i principali soggetti pubblici e privati della città. Tra di essi, naturalmente anche il Comune di Vicenza, almeno fino ad oggi… Sì, perché qualcosa deve essere successo nei giorni scorsi, quando si doveva scegliere il nuovo presidente del Cisa in sostituzione del precedente, la ex eurodeputata Lia Sartori, costretta alle dimissioni dopo essere stata travolta dall’inchiesta sulla corruzione nei lavori per il Mose. In realtà un presidente ieri è stato eletto, e la scelta è ricaduta su Lino Dainese, imprenditore molto noto, e non solo a Vicenza. Tutto sarebbe però avvenuto senza coinvolgere proprio il Comune di Vicenza, ed in aggiunta anche la Camera di Commercio è rimasta fuori dalla decisione.

Il sindaco di Vicenza, Achille Variati, e il presidente della Camera di Commercio, Paolo Mariani, decisamente non hanno gradito. “Ieri al Cisa – commentano – si è verificata una forzatura incomprensibile del Cda che ha escluso due soci da scelte importanti per il futuro dell’ente”.

“Il problema – aggiungono Variati e Mariani – non è certo la figura di Lino Dainese, stimato imprenditore le cui doti non sono certo in discussione, ma il metodo utilizzato per la nomina. Ieri, prima della riunione del Cda, con una lettera condivisa tra Comune e Camera di Commercio era stato chiesto al Consiglio di amministrazione di rinviare la nomina del presidente poiché non c’era ancora stata l’occasione di un confronto fra i soci dopo le dimissioni volontarie dell’ex presidente Lia Sartori. Un confronto che reputavamo e reputiamo assolutamente necessario per discutere, prima ancora della figura del presidente, del futuro del Centro, delle sue risorse, dei programmi e degli sviluppi, anche e soprattutto in considerazione del fatto che per statuto è stata cancellata l’assemblea dei soci e alla luce dell’ultimo bilancio 2013 dell’ente che è risultato negativo. In contrasto con questa ragionevole richiesta di rinvio a dopo il confronto fra i soci, ieri è avvenuta comunque la nomina del presidente che poteva essere condivisa e unitaria. Ora è necessario capire se Comune e Camera di Commercio sono soci graditi e necessari all’interno del Cisa”.

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