Bassano e dintorni

“Da Strabone ai Remondini”, geografia storica in mostra a Bassano

La geografia e la cosmografia come venivano intese nei secoli passati sono in mostra alla Biblioteca Civica di Bassano del Grappa, in una ricca e affascinante proposta di antichi e preziosi volumi. Dall’1 luglio al 30 agosto è infatti possibile visitare questa esposizione che vede protagonisti una ventina di volumi del ‘500, ‘600 e ‘700 appartenenti alla Biblioteca bassanese, arricchiti con incisioni d’epoca che ritraggono i luoghi fino ad allora conosciuti ed esplorati.

Si tratta di libri di geografia e cosmografia nei quali sono condensate le conoscenze dei maggiori geografi e cartografi di allora. Si comincia con una rara edizione del 1707 del  Rerum Geographicum, dello storico e geografo greco Strabone, opera fondamentale della storiografia greca e romana e strumento imprescindibile per lo studio di molti aspetti della civiltà e della storia del mondo antico mediterraneo.

Due edizioni cinquecentesche della Geographia di Caludio Tolomeo, stampate a Venezia, testimoniano l’evoluzione degli studi cartografici ad opera dell’astronomo, matematico e geografo alessandrino del II secolo dopo Cristo, le cui teorie geocentriche hanno delineato l’immagine dell’universo destinata a dominare per quasi 1500 anni.

Di Pietro Apian, geografo, astronomo e professore di matematica all’Università di Ingolstadt, viene esposta una preziosa edizione del 1564, stampata ad Anversa, della Cosmographia, opera fondamentale per l’aggiornamento della scienza cartografica del tempo, ancora imperniata sulle carte tolemaiche, assieme a quello che è considerato il primo vero atlante moderno: il Theatrum Orbis Terrarum di Abraham Ortelius (1528 – 1598), stampato la prima volta nel 1570 ad Anversa.

L’opera, che consiste in una sistematica raccolta di mappe di tutto il mondo di vari autori, rappresenta il superamento dell’autorità di Tolomeo nel campo della geografia, dato che alla fine del XVI secolo le scoperte di nuove terre sempre più mettono in luce i limiti della concezione del geografo greco relativamente alle dimensioni del globo e alla distribuzione dei continenti.

Un ampio spazio viene poi riservato al maggiore e più noto cartografo del ‘600, Vincenzo Coronelli, frate veneziano, cosmografo ufficiale della Repubblica di Venezia uno dei più famosi costruttori di globi del XVII secolo (famosi quelli realizzati nel 1683 per il Re Sole, Luigi XIV, destinati alla Reggia di Versailles) e fondatore a Venezia dell’Accademia degli Argonauti, considerata la più antica società geografica del mondo.

L’esposizione prosegue con alcuni curiosi e raffinati volumi dedicati alle regioni più lontane del mondo, ed in particolare all’Africa, di cui vengono descritte e raffigurate le tradizioni e gli usi, come nel libro del frate cappuccino e missionario Giovanni Antonio Gavazzi (Istorica descrittione de’ tre regni Congo, Matamba, et Angola) pubblicato nel 1690, o nel volume del tedesco Peter Kolben dedicato alle popolazioni africane del Capo di Buona Speranza. La mostra si conclude con la bellissima edizione dell’Atlante universale stampato dai Remondini nel 1807 e riportante le incisioni di Paolo Santini e con due globi terrestri di inizio ‘800.

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