Breaking News
Il duomo, simbolo di Schio - Foto Wanblee CC BY-SA 2.5
Il duomo di Schio - Foto Wanblee CC BY-SA 2.5

Schio, l’amministrazione comunale cancella l’imposta di soggiorno

Buone notizie per gli albergatori e operatori della ricettività di Schio. L’amministrazione comunale scledense infatti non intende più applicare l’imposta di soggiorno. La decisione dell’amministrazione è stata presa, e i passaggi istituzionali saranno svolti in Consiglio comunale entro la fine dell’anno. Entrata in vigore con l’inizio di ottobre dello scorso anno, imposta di soggiorno è stata da subito contestata dagli albergatori e dalle associazioni di categoria, in particolare da Ascom e Confartigianato.

“E’ una scelta – ha sottolineato l’assessore allo sviluppo economico e al turismo del Comune di Schio, Anna Donà, – che a suo tempo non è stata condivisa con gli operatori del settore e che oggi, dati alla mano, si è rivelata fallimentare. Sul piano economico, le cifre indicano che le aspettative iniziali erano state sovrastimate rispetto ai risultati effettivi o, in alternativa, le politiche messe in atto dalla precedente amministrazione a sostegno del turismo locale non hanno conseguito i risultati attesi in termini di presenze nelle strutture della città”.

“Infatti, – continua l’assessore – a fronte di un gettito previsto di 20.000 euro per l’ultimo trimestre 2013 l’incasso effettivo per il Comune di Schio è stato di circa 9.500 euro; per il 2014 la previsione era stata ridotta a 12.500 euro trimestrali, ma le entrate non hanno superato gli 8.000 euro confermando una tendenza ben inferiore alle previsioni. In questo contesto e considerata la realtà della nostra area in cui le presenze esterne sono principalmente da ricondurre a soggiorni d’affari legate alla sua forte vocazione industriale e commerciale, l’imposta di soggiorno appare come un’ulteriore vessazione per l’economia del territorio in una situazione generale già difficile. Sul piano pratico,inoltre, aggrava le incombenze burocratiche a carico delle strutture ricettive e certamente non incoraggia i soggiorni turistici intesi come presenze per vacanza e svago”.

“La revoca dell’imposta – conclude Donà – va dunque nella direzione di una semplificazione fiscale e burocratica, e di un maggiore coinvolgimento futuro degli operatori turistici nella pianificazione delle attività di promozione del territorio. La già preannunciata riorganizzazione dell’ufficio Iat, in prospettiva di migliorarne l’efficienza, sarà sufficiente per compensare i minori introiti.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *