Breaking News

Sanità, sparisce a settembre la ricetta rossa farmaceutica

Dal 1 settembre non ci sarà più la ricetta rossa farmaceutica nella sanità nazionale. Quando andremo dal medico di famiglia e ci verrà prescritto un farmaco non riceveremo più la prescrizione su quella ricetta a caselle rosse che ci è tanto familiare, ma il tutto avverrà in via digitale grazie alla connessione telematica tra il  medico, le farmacie, le Ulss e il Ministero dell’Economia. Nella fase iniziale riceveremo in realtà un foglio promemoria, stampato su carta bianca, con il quale ritirare il farmaco, ma non sarà un documento con valore legale, come è invece adesso la ricetta rossa, e dovrebbe comunque scomparire anch’esso nel 2015. In una seconda fase, tutto questo verrà esteso anche alle prescrizioni per le visite specialistiche.

Dematerializzazione dunque, la prescrizione perde materia, materia cartacea della quale certamente non sentiremo la mancanza in futuro. Se c’è infatti qualcosa che eccede in quantità nel nostro paese sono le carte, specialmente quelle burocratiche. I vantaggi della dematerializzazione delle prescrizioni mediche dovrebbero essere  molteplici. Anzitutto un risparmio, è evidente. Anche la carta costa. E poi tutto dovrebbe essere più rapido e lineare, più facile l’archiviazione e la ricerca, nessun rischio che l’assistito perda la prescrizione, più rapido il servizio.

Questa piccola “rivoluzione” in realtà doveva essere già partita, ma si è registrato qualche ritardo sul piano tecnico, con qualche connessione non ancora attivata. Un certo numero di medico di base, in altre parole, non erano collegati sul piano informatico al sistema. Ma il problema è in via di soluzione. Per quanto riguarda ad esempio la Ulss 6 di Vicenza, ad oggi, su un totale di 217 totale medici di medicina generale e 40 pediatri di libera scelta, la quasi totalità è collegato in rete e può inviare la ricetta dematerializzata.

Per il cittadino non cambierà invece quasi nulla: al posto della ricetta rossa, come  dicevamo, riceverà il promemoria che avrà due codici: il numero di ricetta elettronica ed il codice fiscale dell’assistito. Con esso, in farmacia, ritirerà il farmaco prescritto.  Vi sarà, naturalmente, nelle prossime settimane, una campagna di informazione dell’utenza, dal titolo “Cambia il colore, aumenta il valore” che prevede la distribuzione di materiali negli ambulatori dei medici e nelle Farmacie. Il processo di digitalizzazione sarà chiuso completamente dal 2015 quando ogni documento cartaceo di prescrizione sparirà e ci basterà andare in farmacia con la tessera sanitaria per ricevere il farmaco.

Pare dare l’idea delle dimensioni del servizio di cui parliamo, basti dire che nell’Azienda Ulss 6 di Vicenza, nel 2013, sono state prodotte oltre tre milioni e mezzo di prescrizioni, delle quali quasi 2,7 milioni riguardanti farmaci e quasi 900 mila per visite specialistiche.

“Arsenàl.IT – spiega una nota della Ulss 6 di Vicenza -, consorzio per la sanità digitale di tutte le Ulss e aziende ospedaliere del Veneto, ha calcolato che, grazie alla dematerializzazione della ricetta rossa, il sistema sanitario regionale veneto risparmierà ogni anno  più di 3,2 milioni di euro. L’Azienda Ulss 6 sta attuando la dematerializzazione della ricetta come primo importante esito del progetto Fascicolo Sanitario Elettronico regionale (FSEr), iniziativa della Regione coordinata per l’appunto da Arsenàl.IT. Il FSEr, attraverso una complessiva riorganizzazione dei sistemi informativi sanitari di ogni azienda, rivoluzionerà i servizi di cura, garantendo a tutti i cittadini un’assistenza sociosanitaria più efficiente, efficace e sostenibile”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *