Sanità

Sanità pubblica, se il bene ed il male si mostrano assieme

Eventi positivi che si avvicendano con fatti drammatici in rapida sequenza, quasi contemporaneamente, in un modo che a volte fa pensare che il caso segua una regola precisa. E’ questo uno dei più curiosi aspetti dell’esistenza, del concatenarsi degli eventi nella vita di una persona, o nello svolgersi della convivenza sociale. Anche la sanità vicentina sembra rispettare questa strana regola in questi giorni.

tao1E’ solo di pochi giorni fa infatti la notizia di uno sfortunato caso che si è verificato nell’ospedale di Bassano del Grappa, con alcuni medici che commettono un grave errore e causano la morte di un uomo. Di oggi invece, a conferma della regola di cui sopra, la notizia che nell’ospedale San Bortolo di Vicenza è stata sperimentata una nuova tecnica per intervenire chirurgicamente sul cervello senza aprire la scatola cranica. Coincidenze o davvero il bene ed il male si rendono spesso evidenti quasi nello stesso tempo, magari proprio per compensarsi a vicenda ed evitare che nella nostra fallacità possiamo eccedere, talvolta nel pessimismo, altre volte nell’ottimismo? Non sta a noi comunque dare una risposta, abbiamo solo notato il fatto, e provato ad introdurre con un po’ di originalità la cronaca che siamo invece ora tenuti a dare.

Per quanto riguarda i fatti dell’ospedale San Bassiano, di Bassano del Grappa, sono già noti, essendo accaduti qualche giorno fa, e sono drammatici dato che hanno causato la morte di un uomo di 67 anni, ricoverato nell’ospedale bassanese per delle complicazioni al polmone destro gravemente ammalato. Serviva un intervento di toracentesi, ovvero aspirare dal polmone l’acqua in eccesso. Purtroppo l’errore commesso è stato enorme e inspiegabile: i chirurghi hanno sbagliato polmone ed hanno fatto la puntura per aspirare l’acqua nell’altr polmone, quello sano. Tragiche e immediate le conseguenze, con il paziente che non è riuscito respirare ed in breve tempo è spirato. La Procura di Vicenza non ha potuto che porre subito sotto sequestro la cartella clinica del paziente e iscrivere i tre medici che operavano la toracentesi nel registro degli indagati.

E dopo la cattiva notizia, ecco la buona notizia. Stavolta siamo nel capoluogo, nell’Ospedale San Bortolo di Vicenza dove la tecnologia più avanzata, quella che consente di limitare al massimo l’invasività delle operazioni chirurgiche, è entrata nel reparto di Neurochirurgia, dove è stato fatto un  intervento al cervello senza aprire la scatola cranica. Si è infatti utilizzato un piccolo endoscopio con telecamera, guidato dal chirurgo come si trattasse di un videogioco. Questo ha, ovviamente evitato di aprire il cranio per esporre l’encefalo, con tutti vantaggi che questo comporta soprattutto nella successiva ripresa del paziente.

Anche il presidente della Regione, Luca Zaia, è intervenuto per complimentarsi con i neurochirurghi di Vicenza, “con il primario Lorenzo Volpin e con tutta la sua equipe, – ha sottolineato – che da tempo sta percorrendo le vie della mini invasività con risultati eccezionali. Per certi aspetti il futuro della sanità veneta, fatto di eccellenze tecnologiche e professionali, è già realtà in molte nostre strutture. Lo è di sicuro al San Bortolo”

“A nessuno sfugge – ha aggiunto Zaia – l’importanza di utilizzare sempre di più le tecniche poco invasive nella chirurgia in generale ed in alcune branche in particolare come, in questo caso, la neurochirurgia. Se, come stiamo facendo diamo a ottimi medici i migliori strumenti tecnologici, creiamo un’accoppiata straordinaria per garantire ai nostri malati migliori cure, minore sofferenza fisica e minor durata del ricovero”.

Perfettamente d’accordo, presidente, siamo con lei anche nel giudicare eccellente la sanità Veneta. Tuttavia occorre non dimenticarsi mai della fallacità dell’uomo e del destino beffardo che a volte ci mette lo zampino. E’ successo insomma qualcosa anche a Bassano e, se possibile, vorremmo non dover più dare notizie come quella.

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