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Sarà, quella sul Cisa, la guerra politica estiva di Vicenza?

Rischia di essere la guerra politica dell’estate vicentina. Parliamo del caso dell’elezione a presidente del Cisa, il Centro studi di architettura vicentino conosciuto a livello internazionale, di Lino Dainese, imprenditore altrettanto conosciuto ma che evidentemente non ha messo tutti d’accordo. Pur precisando che non è in discussione la figura di Dainese, il Comune di Vicenza e la Camera di Commercio, soci di peso nel Cda del Cisa, avevano infatti chiesto di aspettare prima di eleggere il nuovo presidente, elezione resasi necessaria dalle dimissioni di Lia Sartori, finita nel tritacarne giudiziario per la vicenda del Mose.

Non sono stati ascoltati, e questo “sgarbo” ha tutta l’aria di essere un guanto di sfida, di poggiare su un desiderio di aprire le ostilità. Sull’altro fronte, quello cioè che avrebbe gettato il guanto, sembrano esserci la Provincia e la Regione, l’area moderata forse, specialmente quella che fa capo alla Lega Nord. In questa fase infatti è soprattutto dall’area politica del centrodestra che arrivano i rallegramenti per la nomina di Dainese.

Sulla stampa locale sono intervenuti in questo senso, tra gli altri, il Commissario straordinario della Provincia di Vicenza Attilio Schneck, e Costantino Toniolo, presidente della Commissione affari istituzionali del Consiglio regionale del Veneto, in quota Nuovo Centro Destra che ha appoggiato personalmente l’elezione del patron del noto gruppo industriale.

“Approvo pienamente – ha sottolineato Toniolo in una dichiarazione che non lascia spazio a dubbi – la scelta del Cda del Cisa di eleggere Lino Dainese come presidente della Fondazione. Sono convinto che sia una persona competente e capace per trasferire al mondo della cultura e della produzione culturale quelle competenze necessarie a sviluppare il comparto. Il mondo della cultura e dei musei è stato considerato per troppo tempo solo un costo. In realtà è il motore del nostro turismo legato alle città d’arte. E il turismo si sa, è uno dei comparti economici più importanti del nostro territorio regionale, un settore in cui il Veneto primeggia in Italia e in Europa”.

“E’ necessario però – ha aggiunto Toniolo – applicare in modo migliore la cultura d’impresa alla gestione di centri di ricerca e studio, di musei e di siti archeologici e così via. Il Cisa da anni ha intrapreso una strada positiva e grazie alla ricorrenza dei 500 anni dalla nascita di Andrea Palladio e alle iniziative connesse, ha dato impulso alla sua attività su scala internazionale. Ora sono convinto che la figura di Dainese, che stimo molto, potrà ulteriormente migliorare la funzionalità e la sostenibilità della Fondazione e di tutte le sue attività sia di studio sia museali, d’archivio e divulgative”.

“La figura del presidente Dainese, – ha concluso – in una istituzione come il Cisa, rappresenta anche un salto di qualità del mecenatismo. Da finanziatore e filantropo, il capitano di industria in questo caso prende in mano le redini dell’ente per dargli più efficienza e apportare quelle pratiche gestionali e promozionali tipiche di chi fa business, al fine di creare economia e ricadute positive sul territorio!”

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