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Nella piccola Posina la Grande Guerra diventa incontro di pace

Non è più una novità dopo oltre vent’anni ma questa volta assume un significato speciale. E’ l’importante iniziativa che si terrà nel fine settimana a Posina e che giunge alla 23° edizione: gli Incontri Italo Austriaci della Pace, in memoria delle vittime civili della Grande Guerra, si inseriscono nel Centenario con tutto il valore che ciò comporta, tanto che la Presidenza del Consiglio dei Ministri li ha annoverati ufficialmente nell’elenco delle cerimonie a ricordo del conflitto. Divenuti una tradizione e noti anche in altri Paesi europei, gli Incontri sono nati su iniziativa di Mario Eichta, figlio di un internato trentino, che ha sentito l’esigenza di ricordare tutte le Vittime della Grande Guerra, sia militari che civili.

Mario Eichta
Mario Eichta

Quest’anno sarà il piccolo centro pedemontano di nemmeno 700 abitanti ad accogliere l’evento con una maestosa cerimonia in programma domenica 27 luglio. “Gli Incontri italo-austriaci della Pace – afferma Eichta – intendono predisporre le coscienze di tutti alla riflessione ed a promuovere un vero spirito di Pace, quello sofferto e reclamato dai popoli. Essi sono i veri protagonisti e vigili gestori della diplomazia popolare della pace, di cui il mondo ha ancora tanto bisogno. E’ necessario sensibilizzare i giovani, spesso distratti ed apparentemente disinteressati ai tragici eventi delle guerre”.

Gli Incontri iniziarono nel 1992 al Passo del Tonale in Trentino e da allora si tengono ogni anno. Storicamente, gran parte del Trentino, allora chiamato Tirolo italiano, era stato evacuato e le popolazioni delle vallate smistate in varie località dell’ex Impero austro-ungarico. Altri civili, sospettati di simpatie verso il Regno d’Italia, vennero arrestati e deportati. Molti profughi internati e confinati morirono per stenti e malattie lontani dalla loro terra. “Data anche la personale esperienza famigliare – racconta Eichta – ho pensato fosse giusto accomunare nel ricordo anche le vittime civili della Grande Guerra, spesso dimenticate e per questo motivo ho trasferito in Austria tre Incontri dal 1999 al 2001, per poi tornare in diverse località d’Italia e tre volte nel Vicentino: nel 2006 a Tonezza, nel 2008 ad Arsiero e nel 2011 all’Ossario del Pasubio”.

SONY DSCIn occasione dell’evento abbiamo incontrato Eichta  rivolgendogli alcune domande.
Qual è il significato di questo evento?
“Il significato, al di là della retorica, è ricordare tanti giovani che sono stati attesi invano dalle loro famiglie per guerre insulse, decise da persone insulse, dato che le problematiche sarebbero potuto essere risolte diplomaticamente. Avremo avuto nei  successivi anni a causa di gravi tensioni internazionali altre guerre mondiali, se non ci fosse e non ci fosse stata la buona volontà o il riconoscimento della gravità dei successivi effetti. In Europa da cinquant’anni non c’erano guerre e in poco tempo a reazione a catena è scoppiata una guerra che per dimensioni raggiunte mai prima venne chiamata mondiale”.

In quel dramma furono tutti vittime?
“Noi onoriamo la memoria di tutti i combattenti, uniti dallo stesso senso del dovere. Erano sotto bandiere diverse ed hanno sacrificato la loro giovane età al servizio della propria patria. Non bisogna mai dimenticare parte delle popolazioni, come i profughi, che inermi furono vittime innocenti della guerra. La Valle di Posina ai piedi del Pasubio è un libro aperto e narra le vicende tragiche degli eserciti contendenti, unitamente a quelle della sua popolazione che ha visto le proprie case distrutte. Penso ai caduti di ogni nazionalità, alle loro madri, ai figli e anche alle loro promesse spose che pure hanno atteso  invano il loro ritorno. Penso anche all’encomiabile impegno profuso dai cappellani militari e dalle crocerossine”.

Cosa ci dovrebbe insegnare la recente storia?
“La storia è un’ottima insegnante, ma trova spesso alunni disattenti, la dimostrazione è che poco dopo avemmo un’altro conflitto mondiale. La storia della mia famiglia mi ha portato a eliminare l’odio che mi portavo fin da piccolo e di fare la mia parte per rappacificare i due popoli, che hanno ancor oggi costante bisogno di incontrarsi e ci vorranno ancora alcune generazioni ed è il compito di tutti, sia da una parte che dall’altra del Brennero, di testimoniare veramente lo spirito che tramite i caduti di entrambe le parti può nascere. I giovani sembrano disinteressati, ecco uno dei motivi dell’assenza dei giovani alle cerimonie. Bello sarebbe vedere zii o nonni con i loro nipoti”.

Dopo oltre vent’anni di incontri possiamo farne un bilancio?
“Ogni anno, stanco morto, dico di smettere, poi incontro o mi telefonano dei novantenni, ex prigionieri in Germania, da anni sempre presenti alle mie cerimonie come lo saranno anche a Posina e mi chiedono, quando la prossima? Loro hanno sofferto sulla loro pelle e spesso sono dimenticati. Il prossimo anno sarò a Genova il 24 maggio per il 24° Incontro in un ossario dove riposano 1.100 soldati austroungarici, prigionieri di guerra che lavoravano all’Ansaldo. Nel 2018 a Dio piacendo organizzerò l’ultimo degli Incontri”.

Siamo nel Centenario, cosa le fa pensare questa ricorrenza?
“Quando mi è stato offerto di poter utilizzare il logo del Centenario, sono rimasto inizialmente meravigliato e poi naturalmente mi sono inorgoglito, era dopo tanti anni un riconoscimento che Palazzo Chigi mi dedicava. E in quel momento la mia felicità la donai istintivamente a mio padre che persi a soli 8 anni, era del 1872”.

C’è anche un episodio speciale che sarà ricordato a Posina?
“Nel 1952 il Prefetto di Padova, Gelona, consegnò al fratello del Carabiniere Dario Pallaoro la Medaglia d’Argento al Valor Civile alla memoria. Il Carabiniere Pallaoro morì a Posina in un incendio l’8 novembre 1950, dopo aver salvato eroicamente un bambino di due anni. Quel bambino è stato rintracciato dall’Arma: si chiama Roberto Petrobelli, ha 64 anni e sarà presente a Posina, dove scoprirà la lapide che finalmente ho fatto predisporre dal Comune, dedicata al Carabiniere Pallaoro”.

Eichta PosinaLa manifestazione inizia venerdì 25 luglio alle 11 con l’incontro di presentazione al Centro Museale di Fusine (Posina), dove verrà consegnata da parte della rappresentanza ungherese un’onorificenza a Mario Eichta, al Sindaco di Posina Andrea Cecchellero, al Presidente degli Alpini di Vicenza Luciano Cherobin e al Vicepresidente Nazionale dei Fanti Attilio Maria Gomitolo. Sabato 26 alle 17 nello stesso luogo la presentazione del libro di Hans-Joachim Löwer e Udo Bernhart Il fronte delle Alpi ieri e oggi, novità editoriale per i tipi di Athesia (Bolzano) per la prima volta presentato in Veneto. Sempre sabato, alle 20.30 nella palestra comunale di Posina, la conferenza tenuta dallo storico ed esperto di Arsiero Siro Offelli sulla Grande Guerra in Valposina. Domenica 27 la giornata clou: fin dal primo mattino si susseguiranno le commemorazioni a ricordo dei caduti e delle vittime civili della guerra alle quali seguirà una messa nella chiesa posenate e il rancio alpino conclusivo promosso dal locale gruppo alpini e dalla Pro Loco. Per informazioni: 0445 748013.
Alessandro Scandale

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