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Orso, riunione ad Asiago per decidere come muoversi

Prosegue nella nostra provincia e, più in generale, in Veneto, il dibattito attorno alla questione della presenza sulle nostre montagne di grossi animali predatori che mettono a repentaglio anche attività umane, prima fra tutte l’allevamento di bestiame. In altre parole stiamo parlando dell’orso M4, che tanto scompiglio ha causato nelle scorse settimane uccidendo un alto numero di bovini. Nei giorni scorsi è arrivato il via libera per la cattura dell’animale con lo scopo di dotarlo di un radio collare che ne segnali gli spostamenti cos’ da prevenire altri danni agli allevatori.

Costantino Toniolo
Costantino Toniolo

Ma del plantigrado nessuna traccia. Inoltre non tutti sono convinti che si risolvere qualcosa in questo modo. Anzi, molti pensano che l’orso sia ormai abituato a relazionarsi con l’uomo e quindi anche capace, sotto alcuni aspetti, di vanificare talune misure prese. A pensarla così è anche Costantino Toniolo, consigliere regionale del Nuovo Centro Destra, secondo il quale “se le attività di ricondizionamento allo stato selvatico non dovessero funzionare sarà necessario catturare l’orso e spostarlo in una zona remota delle nostre Alpi. Per questo chiedo alla Giunta regionale di presentare già una domanda specifica al Ministero nel rispetto delle norme vigenti”.

Toniolo ha espresso questo suo punto di vista quest’oggi, in un incontro organizzato dalla Coldiretti, nel Municipio di Asiago. “Ho come l’impressione – ha messo in evidenza il consigliere regionale – che l’orso abbia oramai troppa confidenza con le attività umane e quasi sicuramente catturarlo per mettergli il radiocollare non basterà ad evitare la strage di capi di bestiame in Altopiano. Propongo alla Giunta regionale di chiedere al Ministero una deroga per la sua cattura che preveda lo spostamento in un’area remota o protetta, come già avvenuto per altri esemplari d’orso in Trentino che avevano preso troppa confidenza con l’uomo!”

“Rimane ferma la mia richiesta – ha aggiunto Toniolo – alla Giunta e all’assessore Stival di rifondere in modo certo e preciso gli allevatori danneggiati e, come avviene in altre regioni, ritengo sia necessario accordarsi con le associazioni di categoria per i valori degli indennizzi da predazione”.  Toniolo è anche convinto che si debba mettere in atto, nelle aree a rischio come l’Altopiano, il Baldo, la Lessinia e la montagna bellunese, un’azione preventiva verso i grandi predatori selvatici che sono ritornati sulle nostre montagne, applicando le indicazioni contenute nel Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno delle Alpi centro-orientali.

“E’ urgente – conclude infatti Toniolo – che la Regione si attivi offrendo informazioni puntuali e precise sul fenomeno dell’orso. Ed è altrettanto necessario offrire le risorse e la consulenza agli allevatori per realizzare le protezioni preventive previste dal Piano d’azione interregionale, visto che l’Altopiano e la montagna veneta sono vicine a regioni in cui la presenza di orsi è notevole: oltre 50 esemplari in Trentino e circa 500 in Slovenia”.

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