lunedì , 26 Aprile 2021

Un magico “Romeo e Giulietta” nelle Priare di Montecchio Maggiore

Nella serata di ieri, 22 luglio, i seguaci di Eros hanno percorso in due turni, alle 20 e alle 21.30, le Priare di Montecchio Maggiore: l’occasione, data dalla rappresentazione del “Romeo e Giulietta” itinerante messo in scena dalla compagnia Theama Teatro con la regia di Anna Zago, ha voluto ricordare la suggestione legata ai castelli di Romeo e Giulietta, sotto le cui fondamenta si trova il complesso monumentale di cave da cui si estrae la pietra tenera detta “di Vicenza”, largamente usata da Palladio.

All’ingresso il pubblico, piuttosto eterogeneo e numeroso, è stato accolto da Anna Zago nei panni del bardo: suo il compito di condurre, tramite il suono di una campanella, le persone da una scena all’altra, nelle profondità sempre più umide del sistema di pietre sotterranee. Si è reso necessario poi l’uso di un caschetto di protezione, dato dallo staff del Comune poco prima dello spettacolo: un mare di folla dalla testa rossa e gialla si spostava di volta in volta da un angolo all’altro, trovando sedie presso cui sedersi o accerchiando la figura della cantastorie, vestita con un abito lungo nero d’epoca seicentesca.

Il Medioevo è toccabile con mano: due ragazzi della compagnia L’Archibugio hanno mimato, tra una rientranza della pria e l’altra, scene di duello, ricordando l’antica rivalità tra le due famiglie veronesi dei Capuleti e Montecchi. Tebaldo uccide Mercuzio e Romeo uccide Tebaldo: l’innamorato di Giulietta, dopo una festa in casa Capuleti, si vede costretto ad abbandonare la città.

Matteo Zandonà e Anna Farinello, i due redivivi Romeo e Giulietta, dichiarano il loro amore su un lastrone di pietra: nella penombra delle cave sotterranee, con pochi gradi e nuvolette che s’addensano nell’aria al suono delle parole, si odono solo i due cuori palpitare e parlare d’amore. Sono scene brevi, intense, che danno giusto il tempo di ricostruire la trama: Max Fazenda e Daniele Berardi sono i Montecchi, Daniela Padovan è la balia, Gigliola Zoroni la madre di Giulietta, Aristide Genovese è Frate Lorenzo, poi c’è Piergiorgio Piccoli, il principe di Verona.

Per poter assistere in prima fila allo spettacolo bisognava quasi spingere, tantissime le persone presenti: non si è visto un solo movimento nel pubblico durante la scena finale, di grande impatto alla sola luce delle candele, quando i due innamorati incontrano la tragedia. Qualcuno si sarà di sicuro commosso, l’effetto della penombra era di grande suggestione: le Priare si sono prestate benissimo al copione dando alla storia una scenografia nuova, rustica. Il prossimo appuntamento è domenica 27 luglio sempre in due turni di massimo 60 persone: per informazioni scrivere a info@theama.it.

Camilla Bottin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità