Tiziano Scarpa
Tiziano Scarpa

La bellezza e l’anima nella serata di Vicenza con Tiziano Scarpa

Si è tenuto ieri, lunedì 7 luglio, alle 18.30, a Vicenza, presso il giardino della Biblioteca Internazionale La Vigna in Contrà Santa Croce, il primo appuntamento della rassegna estiva “Vicenza Salotto Urbano” organizzata dall’associazione culturale Theama Teatro. Protagonista dell’incontro è stato lo scrittore Premio Strega 2009 Tiziano Scarpa, impegnato in una conversazione sul tema della bellezza. L’evento che fa parte del più ampio cartellone proposto ai cittadini dal Comune di Vicenza dal titolo “L’estate a Vicenza. Nei giardini delle idee” ha visto una grande affluenza di persone: il pubblico si è seduto dapprima all’aperto nel giardino romantico della biblioteca in mezzo alle fronde di sempreverdi, poi si è spostato a causa del maltempo all’interno di una sala della Biblioteca immersa nel velluto rosso.

Lo scrittore, felice dell’imprevisto meteorologico che ha dato all’evento un certo colpo di scena drammatico che implica movimento scenico, ha esordito con la poesia “Chiome d’argento” di Francesco Berni, una lode alla donna amata di ineffabile bruttezza con gli stessi aggettivi del Petrarca mescolati in modo da creare un effetto straniante. Prima ancora di iniziare Tiziano Scarpa ha ricordato al pubblico la sua collaborazione con Anna Zago di Theama Teatro: poco più di un anno fa, il 12 aprile 2013, si era tenuta all’Olimpico per la rassegna “Classici contro”, un’intervista impossibile, scritta dallo stesso Scarpa, a Lesbia, la donna amata da Catullo, impersonata per l’occasione da Anna Zago.

Sempre bellezza è, sospesa a causa del fascino di una figura in bilico tra l’essere un fantasma d’amore e una femme fatale in carne e ossa: Scarpa coglie l’occasione per presentare ai lettori un excursus letterario che tocca la bellezza nelle sue varie accezioni. Sì, la bellezza del paesaggio in questo caso può offrire delle fregature: Scarpa riporta l’esempio dello scrittore brasiliano trapiantato a Venezia che lui stesso ha tradotto e di cui è grande amico. Ne “La caduta” infatti il brasiliano Diogo Mainardi racconta come la meraviglia provata davanti all’Ospedale di Venezia gli abbia fatto accettare la nascita di un figlio con una paralisi cerebrale. E’ invidia invece quella provata dal viaggiatore americano Mark Twain, in viaggio in Italia nell’Ottocento: «è il paese più disgraziato e principesco» allo stesso tempo, nessuna città americana può competere con le bellezze italiane, tenute però con un senso di spreco, senza la cura necessaria che richiederebbero tali opere d’arte patrimonio dell’umanità.

Con l’ironia che lo contraddistingue Scarpa legge poi un passo che consiglia una dichiarazione d’amore «ammantata di paesaggio», così che la persona possa acquistarne in bellezza: però, c’è da notare che in uno scenario lugubre e maleodorante la persona innamorata può essere vista come l’unica nota positiva, per cui è bene parlare d’amore di fronte ai sacchi della spazzatura o di fronte a una fabbrica dai fumi insistenti. Lo scrittore infine approfitta dell’occasione per ricordare il famoso saluto al sole di Zara: il regista Hitchcock ha definito quello croato come “il tramonto più bello del mondo”, qualsiasi guida turistica ne parla.

E’ un momento che va vissuto, non immortalato, così come si sa che Roma è città per giganti: in un’ottica registica, con l’uso pastoso della luce, la veduta di Roma salva anche i film più brutti. Anna Zago, organizzatrice della rassegna “Vicenza Salotto Urbano” ringrazia alla fine nuovamente il presidente della Biblioteca Mario Bagnara, presente con la moglie e il Comune di Vicenza, presente all’evento nelle vesti dell’assessore alla Comunità Isabella Sala, felice di assistere non tanto in veste ufficiale ma come semplice cittadina appassionata di letteratura.

Camilla Bottin

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