lunedì , 26 Aprile 2021

Grande Guerra, uno sguardo alternativo in due libri recenti

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta dei libri dedicati alla Grande Guerra, un tema di forte attualità in occasione del Centenario che in Veneto, in particolare nel Vicentino (basti ricordare il Monte Ortigara – nella foto grande in alto – montagna tristemente famosa anche per essere stata considerata il “calvario degli alpini” dopo la terribile battaglia del giugno del 1917), è molto sentito e conta numerosi fruitori e appassionati. Il tema della Grande Guerra nell’editoria è del resto tra i più caldi nella nostra provincia. “Sono numerosi i lettori che vengono regolarmente a visitare il nostro reparto dedicato a questo argomento”, raccontano alla libreria Leoni di Thiene, tra i negozi storici dell’Alto Vicentino. E c’è da crederci, basta visitare gli ampi spazi dedicati da altre due importanti librerie vicentine: la centralissima Galla a Vicenza  e l’elegante Palazzo Roberti a Bassano del Grappa.

A proposito della libreria bassanese: se ancora non l’aveste vista vi invitiamo ad andarci. Anche se non avete intenzione di acquistare libri, una visita la merita di sicuro. E’ un vero e propio viaggio in un mondo affascinante di cultura e saperi, con una struttura dislocata su più piani e composta di arredi antichi. Qui il piacere della lettura e della conoscenza è di casa e si trasmette quasi per osmosi. Di questa libreria abbiamo scritto nei giorni scorsi, in occasione di un importante evento che si terrà a Bassano il prossimo 25 luglio.

Lo sguardo che stavolta vogliamo dare ai volumi in questione ha caratteristiche diverse rispetto al solito e si pone in una prospettiva “obliqua”. I due libri che vi presentiamo, di recente uscita, trattano l’argomento guerra da punti di vista non comuni e per questo ci sembrano degni di nota. Se da una parte lo sguardo femminile sul tema guerra contribuisce a fornire un’ottica originale rispetto al consueto, dall’altra l’idea di visitare quei luoghi a distanza di un secolo e guidati dai suggerimenti di esperti è senza dubbio un’idea stimolante.

Ci aiuta in questo percorso la consapevolezza che, come molti storici non si stancano di ripetere, l’anno 1914, giusto un secolo fa, fu uno spartiacque impescindibile tra un’epoca ed un’altra. Fu l’anno che ha cambiato il mondo, almeno quello che fino ad allora era conosciuto come tale. Da allora nulla è più stato eguale a prima. E poco più di vent’anni più tradi un’altra terribile tragedia già incombeva su un continente, l’Europa, che avrebbe cambiato volto ancora una volta, percorso in lungo ed in largo da distruzione, macerie e morte. Per citare una celebre frase di uno dei maestri italiani del giornalismo, Indro Montaneli, “un Paese che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente”. Ecco allora che la conoscenza di quel passato ci viene in aiuto anche oggi.

VigilieIn occasione del centenario della Prima Guerra mondiale l’editore padovano Il Poligrafo, specializzato in pubblicazioni di qualità, ristampa il romanzo-diario Vigilie (1914-1918) della scrittrice trevigiana Antonietta Giacomelli, pubblicato nel 1919. Queste pagine, curate da Saveria Chemotti, offrono una vivida testimonianza autobiografica sullo spirito dell’epoca e sull’angoscia della guerra, ricostruendo tutta la drammaticità del conflitto. Anche in questo caso dunque, come avevamo già evidenziato nel segnalare il libro Donne nella Grande Guerra in primo piano c’è il punto di vista femminile, uno sguardo diverso e a tratti spiazzante su di un tema che nella maggior parte dei casi è stato trattato in termini e toni maschili, visto che, come noto, la guerra è sempre stato “affare di uomini”. L’autrice, scomparsa in tarda età nel 1949, pochi anni dopo la fine del secondo terribile conflitto mondiale, riesce in queste accorate pagine a trasmettere gli stati d’animo di chi aveva vissuto quegli anni come uno spartiacque tra un prima e un dopo, e a far capire che nulla sarebbe più stato eguale dopo una simile esperienza. Donna di provata fede, Giacomelli visse quegli anni con grande intensità e partecipazione, testimone di una tragedia inaudita che sconvolse le terre, l’ambiente, le città e le campagne, ma soprattutto gli animi di coloro che la vissero sulla propria pelle.

AthesiaSalendo verso nord, spostandoci dal Veneto all’Alto Adige (o Sudtirol che dir si voglia), troviamo altri due autori, Hans-Joachim Löwer e il fotografo Udo Bernhart, che per l’editore Athesia di Bolzano pubblicano Il fronte delle Alpi ieri e oggi – Sulle tracce della Grande Guerra in montagna. Il libro, che sarà presentato per la prima volta in Veneto sabato 26 luglio alle 17, a Posina, nel corso del 23° Incontro Italo Austriaco della pace – tema al quale dedicheremo un ampio articolo nei prossimi giorni – illustra 24 luoghi significativi della Prima Guerra Mondiale dal punto di vista storico ma anche da quello del vissuto quotidiano. Con la consueta cura nella confezione e nell’immagine, Athesia propone un itinerario attraverso questi siti bellici documentati con grande effetto in diversi mesi di ricerca sul campo, nelle postazioni di allora, incastonate tra le rocce come nidi d’aquila.

Di particolare efficacia è la descrizione dei 634 km di fronte sui monti a noi vicini, teatro di terribili battaglie, tra Sesto Pusteria e la Marmolada, tra il Monte Pasubio e l’Ortles. Con un apparato fotografico fatto di foto storiche e di immagini attuali, il lettore può mettere a confronto il passato con il presente, ricavandone suggestive riflessioni. Dedicato a chi ama la montagna ma anche la storia, il libro è una preziosa guida da conservare non solo per ricordare quel particolare momento storico, ma anche per capire come oggi l’ambiente montano sia cambiato rispetto a prima. I due autori vantano un curriculum di tutto rispetto: Löwer ha lavorato per testate come la tedesca Stern e il National Geographic; Bernhart ha pubblicato numerosi reportage fotografici su riviste tedesche e internazionali ed è autore di una quarantina di reportage fotografici.

Alessandro Scandale

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