lunedì , 13 Settembre 2021
Quale democrazia se il popolo non governa? 

Il giardino del bene comune. Come cambiare il sistema

Evasione, corruzione, nepotismo, malaffare, sono solo alcuni degli aspetti per i quali il nostro Paese ha il primato che di fatto impedisce qualsiasi ripresa della produttività necessaria al recupero dell’occupazione e quindi di un necessario nuovo civile equilibrio etico-sociale. A ciò bisogna aggiungere il comune, e troppo facile, giudizio sulle responsabilità in una spesa pubblica troppo alta perché inefficiente, che aggrava  il principale problema del non sviluppo e cattiva gestione del Paese.

Stiamo assistendo di fatto al ripetersi di situazioni viste nella storia, che hanno sempre generato nefaste conseguenze. Aspettare quindi il necessario trascorrere del tempo è forse l’unica soluzione? Può essere. Se c’è bisogno di ulteriori faccende traumatiche per svegliare l’attuale media-narcotizzata nostra “civile”comunità… significa che di fatto l’attuale classe dirigente è figlia di un presente con troppi vizi e poche virtù indispensabili per concretizzare nuove visioni socio-economiche.

Il cambiamento nasce quindi dalla necessità di collegare gli attuali fattori sociali e istituzionali con quelli economici e politici, al fine di capire quale strada sia necessario abbandonare affidandosi a nuovi condottieri, le cui qualità siano certificate dall’esempio-conoscenza-competenza e animate da spirito missionario e non narcisistico-mercenario.

Prevenire il malaffare a partire dall’elusione, da considerare come un aspetto da combattere come l’evasione e la corruzione. L’attuale comune senso deve cambiare con delle riforme anche dell’attuale sistema normativo, in modo che possa permettere al pubblico impiego di svolgere celermente le imposizioni stabilite dal Governo. Bisogna cambiare quindi ogni attuale norma che di fatto “suggerisce” possibilità di comportamenti irrispettosi del bene comune.

Sono convinto che ciò colpirebbe la corruzione e l’evasione più di quanto non possa fare la forza dell’ordine o la magistratura perché inciderebbe sul sistema e non sul caso particolare. Bisogna inoltre ritornare a riconoscere la differenza di valore fra la sostanza e l’apparenza a partire dalla Politica che deve essere luogo di selezione dei migliori rappresentanti e non dei più “suggestivi” che si esibiscono nei modi e nelle forme in contesti un tempo destinati a leggeri spettacoli di intrattenimento.

In sintesi: bisogna ritornare a coltivare il nostro giardino.

Lucio Zaltron

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