martedì , 21 Settembre 2021
Vicenza - veduta sulla cattedrale
Vicenza - veduta sulla cattedrale

Il cordoglio di Vicenza per la scomparsa di monsignor Nonis

E’ molto sentito a Vicenza il cordoglio per la scomparsa quest’oggi di monsignor Nonis, vescovo emerito della città e sua guida spirituale per 15 anni, dall’88 al 2003. Tra i primi rivolgere un pensiero di vicinanza alla diocesi vicentina c’è stato, ancora questa mattina, il commissario straordinario della Provincia di Vicenza, Attilio Schneck, che ha fatto pervenire il suo cordoglio al vescovo di Vicenza, Mons. Pizziol, “rappresentante – scrive Schneck – di una comunità religiosa che in Nonis ha avuto per tanti anni un illuminato e illuminante punto di riferimento”.

“Oggi se n’è andato un amico –contiunua il commissario provinciale – una persona dalla indiscussa intelligenza, con cui ci siamo confrontati e qualche volta anche scontrati, ma sempre con il rispetto che si porta a chi si stima. La sua visione della realtà, tanto lucida quanto aperta, mancheranno di certo a me e a chi come me ha avuto la fortuna di frequentarlo. Rimane il ricordo di un pastore d’anime che ha saputo essere guida non solo della comunità religiosa, ma anche di chi ne ha apprezzato la cultura e l’ironia, la passione per la storia e per l’arte, l’amore per la terra e, forse più di tutto, la generosità.”

Anche il sindaco di Vicenza, Achille Variati, non ha mancato di ricordare il prelato scomparso. “Ricordo il suo sorriso, – ha scritto Variati nel suo messaggio – la sua ragionata pacatezza, il suo equilibrio. In molte occasioni da sindaco mi sono confrontato con lui su temi delicati della comunità e nel rigoroso rispetto delle reciproche autonomie non mi sono mai mancati il suo incoraggiamento e il suo consiglio, dati con grande apertura.  È stato pastore buono che lascia una traccia indelebile nella nostra diocesi, ma anche persona di profonda e vasta cultura, punto di riferimento per l’intera comunità cittadina”.

Non potevano mancare poi le Acli del Veneto e di Vicenza che “piangono la scomparsa del vescovo emerito, mons. Pietro Nonis, ricordandolo per la continua opera di ricerca culturale e spirituale, nonché per aver riportato al Palazzo delle opere sociali le Associazioni cattoliche vicentine”.

“Monsignor Nonis – commentano i presidenti delle Acli del Veneto, Andrea Luzi e di Vicenza, Serafino Zilio – ha saputo interpretare il suo mandato episcopale a Vicenza con una straordinaria capacità di precorrere i tempi, portando nella diocesi berica novità e cultura. Il Museo diocesano di Vicenza è una delle testimonianze del suo lavoro, così come il restauro e l’apertura all’Associazionismo cattolico del Palazzo delle opere sociali”. Professore universitario, appassionato oratore, storico e giornalista. Il vescovo emerito ha sempre fatto sentire la propria presenza in città, ma con grande rispetto dei ruoli. Noto per la sua continua ricerca culturale, spirituale e filosofica monsignor Nonis si è sempre rapportato con rispetto con i vescovi incaricati, monsignor Nosiglia prima e monsignor Pizziol poi, ed oggi la città lo piange celebrando la sua coinvolgente pastorale”.

Ed anche Coldiretti Vicenza interviene, con il suo presidente Martino Cerantola, che parla di “un uomo legato alle tradizioni ed alla cultura del territorio. Monsignor Pietro Nonis è stato un uomo di grande cultura, profondamente legato al territorio vicentino. Ha sempre partecipato con entusiasmo alle Giornate del Ringraziamento organizzate da Coldiretti Vicenza, portando la propria testimonianza di vita, senza mai celare le sue origini contadine. Fine conoscitore della cultura rurale e grande appassionato d’arte, in tutti i suoi interventi sapeva coinvolgere chi lo ascoltava, riducendo le distanze e stabilendo un immediato rapporto”.

Da segnalare, infine, una breve nota del consigliere ecclesiastico di Coldiretti Vicenza, don Elia Lunardi: “mi raccontava spesso – ricorda don Lunardi – del suo splendido rapporto con gli animali e con la terra. È stato un uomo di grande generosità, cultura e gusto del bello nelle interpretazioni dell’arte più sopraffine. Sapeva catalizzare l’attenzione con una finezza mentale fuori dal comune”.

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