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Il Comune di Brendola apre le porte a sei stagisti

“Assoldati” dal Comune di Brendola per un’estate, alla scoperta del mondo del lavoro. Porte aperte dunque a Villa Piovene per sei giovani brendolani che hanno scelto gli uffici municipali per condurre il progetto di alternanza scuola-lavoro attivato in collaborazione con gli istituti superiori a cui sono iscritti. E’ una squadra di cinque ragazze e un ragazzo, tutti del quarto anno di scuola superiore, chiamati ad affiancare il personale del Comune nel periodo delle vacanze scolastiche, per conoscere gli aspetti del lavoro quotidiano in ambito amministrativo, dando una mano nello svolgere alcuni degli incarichi necessari per il funzionamento dell’ente.

I sei ragazzi provengono dall’Istituto Tecnico “Rosselli” di Lonigo, dal Liceo Scientifico “Lioy” di Vicenza, dall’Istituto Tecnico Commerciale “Piovene” di Vicenza e dall’Istituto Professionale e Economico Tecnologico “Ceccato” di Montecchio Maggiore. Le scuole, nel corso dell’anno scolastico, hanno contattato le varie realtà occupazionali territoriali per proporre l’iniziativa interamente a costo zero, e l’amministrazione comunale di Brendola ha aderito con entusiasmo, sapendo di dare un’opportunità vicino casa ai ragazzi, in cambio di un aiuto in un momento dell’anno in cui le incombenze per gli uffici aumentano.

Gli stagisti, operativi dal termine dell’anno scolastico, saranno impiegati fino al 13 settembre in periodi successivi per un massimo di 80 ore ciascuno, ore che salgono a 120 per l’iscritto all’indirizzo professionale; per tre di loro l’impiego previsto è in biblioteca, mentre gli altri tre saranno spartiti tra ragioneria, ufficio tecnico e segreteria.

“Si dice che i giovani – aggiunge l’Assessore alla Cultura Barbara Tamiozzo – non sono pronti a entrare nel mercato del lavoro, ma spesso non si dà loro l’opportunità di dimostrare il contrario. È un’iniziativa che nel suo piccolo punta a rompere questo vicolo cieco, e da quello che abbiamo potuto vedere in queste prime settimane di progetto, sta dando ragione a chi crede nelle nuove generazioni”.

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