Provincia

Le categorie economiche chiedono a Renzi di salvare il Tribunale di Bassano

Le categorie produttive del vicentino scendo in campo a favore della riapertura del Tribunale di Bassano del Grappa. Confindustria, Confartigianato, Confcommercio, Apindustria, Confersercenti, Cna e Coldiretti del bassanese hanno inviato al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, un documento congiunto nel quale chiedono di riparare al grave errore commesso dal Governo che, con il piano di riorganizzazione della giustizia, ha previsto la soppressione anche di un Tribunale efficiente come quello di Bassano.

Insomma, si pensa che non tutto sia perduto, che il buonsenso alla fine possa prevalere, e che chi ci governa scelga alla fine di operare risparmi sulle molte altre cose che in Italia non funzionano né servono a nessuno, anziché tagliare a caso dei rami che sono produttivi ed in buona salute. A pensarla così del resto sono in molti nella nostra provincia e in Veneto nel suo complesso, e tra questi vi è anche il presidente della Regione, Luca Zaia, che conferma adesso anche il suo pieno appoggio al documento delle associazioni di categoria del territorio.

“Non bisogna arrendersi – scrive Zaia in una nota in proposito – fintanto che esistono reali possibilità che una decisione evidentemente sbagliata ed estremamente penalizzante possa essere riconsiderata e modificata: con questo spirito mi sono unito da subito alla battaglia che i cittadini e le associazioni di categoria conducono a difesa del tribunale di Bassano, sul quale il potere centrale romano, adducendo inverosimili motivazioni di risparmio, vuole far calare la propria scure. Non dobbiamo lasciare nulla di intentato per impedire il concretizzarsi di questa ingiustizia”.

“Lo abbiamo detto e dimostrato – conclude il presidente della Regione – con dati ed elementi inoppugnabili che la cancellazione di questo presidio non si giustifica in alcun modo e non dobbiamo rassegnarci fino all’ultimo a questo assurdo modo di governare a discapito delle realtà più dinamiche e produttive del nostro Paese: la battaglia, insomma, continua, e non è una battaglia politica fine a sé stessa, ma di giustizia e di buonsenso, combattuto in prima fila dalla gente e dagli imprenditori”.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button