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La bocca di porto di Lido e i cantieri per la costruzione del Mose - Fonte Foto: http://it.wikipedia.org/wiki/MOSE - (creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)
La bocca di porto di Lido con il cantiere del Mose - Fonte Foto: http://it.wikipedia.org/wiki/MOSE - (creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)

Zuccato in visita al Mose: “Non arrendersi di fronte alla corruzione”

“Corrotti e corruttori sono i veri nemici dell’Italia, ma il Mose è un’opera fondamentale che deve andare avanti. Arrestarla significherebbe l’ammissione di una sconfitta”. E’ la linea di Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Veneto, oggi in visita al cantiere del Mose assieme al consiglio regionale dell’associazione degli industriali veneti, all’indomani degli scandali di corruzione emersi attorno all’opera veneziana. L’incontro ha visto la presenza anche di rappresentanti confindustriali di Friuli, Trentino ed Emilia Romagna.

Roberto Zuccato
Roberto Zuccato

“Oggi – ha sottolineato Zuccato – abbiamo potuto constatare con i nostri occhi il prodigio di tecnica ed ingegneria alla base di quest’opera, interamente costruita da aziende italiane. Un prodigio che contrasta e stride con i fatti gravissimi che occupano le pagine dei giornali in questi giorni. Ma non dobbiamo correre il più classico dei rischi: buttare via il bambino con l’acqua sporca. Occorre distinguere da un lato i fenomeni di corruzione che stanno emergendo dalla funzione di straordinaria utilità del Mose, un’opera con la quale tuteliamo Venezia e il suo patrimonio inestimabile. Per questo i cantieri devono andare avanti, se possibile più spediti di prima. Rallentare o, peggio, interrompere i lavori sarebbe l’ammissione di una sconfitta: vorrebbe dire che ancora una volta, nel nostro Paese, hanno vinto i furbi e i disonesti invece dell’interesse nazionale”.

«Da questa storia – ha proseguito il presidente degli industriali veneti – va tratta una grande lezione: non servono nuove leggi, ma procedure più semplificate e snelle. Quando un’opera pubblica arriva a costare più di tre volte del previsto non serve un genio per comprendere che c’è qualcosa che non torna. Ma finché i percorsi delle opere pubbliche, gli affidamenti delle gare, le concessioni, saranno lasciate più ai rapporti personali che a procedimenti prestabiliti e chiari, sarà sempre possibile che in quei meandri contorti si nasconda il malaffare. Servono poche regole, chiare e precise, non derogabili”.

“Sappiamo bene – ha concluso Zuccato – che dobbiamo fare anche noi la nostra parte, e come Confindustria abbiamo già iniziato a farla. Abbiamo un codice etico molto stringente: per chi si macchia di reati come la corruzione è prevista l’espulsione dall’associazione. Perché chi decide di aderire a Confindustria ha il dovere morale della lealtà verso gli altri soci. Chi corrompe non solo commette un reato, ma distorce anche il mercato, danneggiando gli altri. Da parte nostra la condanna verso chi corrompe è durissima: corrotti e corruttori sono veri nemici dell’Italia, perché fanno il male del nostro Paese, distruggendone la credibilità”.

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