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Vicenza si ribella a nuova sala scommesse in Viale Trissino

Apre, a Vicenza, in viale Trissino, una nuova sala scommesse. Ormai sono 24 nel capoluogo berico. Sembra dunque che i proprietari di negozi non sappiano resistere ai canoni di affitto che è disposto a pagare chi gestisce questi luoghi di inutile spreco di denaro, e speculano sulla patologia del gioco d’azzardo. Il fenomeno del gioco d’azzardo in Italia ha raggiunto numeri impressionanti: 90 miliardi di Euro spesi ogni anno, e almeno altri 10 miliardi nei circuiti illegali fanno del nostro paese il primo scommettitore in Europa ed il terzo al mondo. Solo nel vicentino si spendono 700 milioni di euro l’anno, praticamente 1000 euro per ogni abitante della provincia, una cifra sufficiente a far funzionare l’intera Ulss 6 di Vicenza.

Il gioco d’azzardo è una pratica inutile e improduttiva, inseparabile dal rischio e dalla pura perdita. I giochi d’azzardo non creano alcuna abilità, ma solo illusioni e false speranze. Si stima che in Italia vi siano circa 800 mila persone affette da patologie gravi legate al gioco (il cosiddetto Gap, Gioco d’azzardo patologico), con drammatiche ricadute su interi nuclei familiari e pericolosi legami con il riciclo di denaro sporco, l’usura, le attività illecite in genere. La diffusione capillare delle agenzie di raccolta scommesse aggrava ogni giorno di più questa situazione e rende il gioco d’azzardo una pratica quotidiana nella quale sono pericolosamente coinvolti giovani, disoccupati e persone in difficoltà sociale. Le amministrazioni pubbliche possono fare poco o nulla per limitare il fenomeno e allora l’unica strada è sensibilizzare e dissuadere chi dal gioco veramente ci guadagna.

Abbiamo cercato di convincere il proprietario dei negozi, la Sicev Srl di Vicenza, che aprire una sala da gioco significa alimentare disagio sociale, dipendenze e ricadute negative su famiglie e giovani, ma a quanto pare non è servito a nulla” raccontano i condomini di Palazzo Trissino, che si sentono anche presi in giro quando poco più di un anno fa hanno acquistato casa con la promessa di un “contesto elegante e raffinato”. L’apertura della nuova agenzia di scommesse avviene inoltre in un’area già problematica, quel Borgo Casale in cui, negli ultimi anni, si sono registrati alcuni fatti di cronaca inquietanti, e gli abitanti temono che questa attività commerciale non potrà che complicare la situazione.

“Aprire in questa zona è assurdo: la domenica, la circolazione attorno allo Stadio Menti è quasi sempre bloccata per le partite, e non si capisce come un centro scommesse possa rimanere chiuso proprio durante gli orari delle gare” aggiunge  un altro condomino, che si augura che la gente preferisca andare allo stadio piuttosto che cadere vittima di un gioco che tale non è.

Speriamo che sia una nuova coscienza sociale quella che possa evitare l’apertura di nuove agenzie di gioco, dal momento che il Comune poco o nulla può fare. Per questo abbiamo deciso di coprire la facciata del nostro condominio di messaggi che ricordino a chi gioca d’azzardo che i propri soldi meritano un destino migliore”.

Paolo De Muri, Rappresentante dei Condomini

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In una manifestazione ieri, in viale Trissino, a Vicenza, i cittadini si sono mobilitati contro l’apertura della sala scommesse e contro l’ennesimo tentativo di colonizzare il loro quartiere. A questo riguardo sono significative le adesioni che si sono registrate, con la presenza di comitati di  cittadini di Altavilla e di Creazzo, a testimoniare come questo sia un problema sentito e da affrontare insieme. Hanno aderito inoltre Avviso Pubblico, Caritas Diocesana Vicentina, Libera Vicenza, Csi Vicenza, Cooperativa Sociale Insieme, Movimento No Slot, Movimento Unità Nuova.

I costi sociali dell’azzardo stanno cominciando a farsi sentire: solo a Vicenza negli ultimi due anni le persone che hanno chiesto di essere curate dalle strutture presenti sul territorio sono aumentate del 60%. E lo Stato non ci sta guadagnando: anzi, dovrà cominciare a spendere per le cure. E’ quindi il momento di mettere insieme tutte le energie e le proposte anche a livello locale.

Se le amministrazioni locali possono dire poco o nulla è perché oggi manca una legge nazionale che regoli il fenomeno; lo strumento che allora hanno in mano i cittadini è quello di farsi sentire: in questi anni le manifestazioni hanno contribuito a far emergere il problema ed hanno portato ad alcuni cambiamenti. Le manifestazioni come quella di oggi sono importanti perciò per spingere sia in Regione che in Parlamento per l’approvazione di una legge quadro che regoli il settore, pesantemente condizionato dalle lobbies dell’azzardo.

Raffaele Colombara

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