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Vicenza Romana, pronti i nuovi totem e i pieghevoli esplicativi

E’ stato portato a compimento in questi giorni il progetto Vicenza Romana, sostenuto dall’amministrazione comunale del capoluogo berico e coordinato dai Musei Civici di Vicenza, con la supervisione scientifica della Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto. Consisteva nella creazione di nuovi pannelli esplicativi e di brochure tematiche a corredo di uno degli itinerari di visita più apprezzati di Vicenza. Gli scopi erano sostanzialmente due: facilitare la visita dei turisti, anche stranieri, e fornire utili strumenti didattici alle scuole. Il progetto è stato presentato ieri dal vicesindaco e assessore alla crescita del Comune di Vicenza, Jacopo Bulgarini d’Elci, assieme a Vincenzo Tinè e a Mariolina Gamba, soprintendente e funzionario della Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto. E’ stato realizzato grazie ai contributi del Club Soroptimist e di Fondazione Cariverona, ed ha visto, nei giorni scorsi, l’installazione, da parte di Aim Amcps, dei pannelli prodotti dalla ditta Bogoni-Display.

brochure-vicetiaLe brochure invece, impostate secondo criteri divulgativo didattici, sono state realizzate dalla Soprintendenza, dal Museo Naturalistico Archeologico di Vicenza e dall’associazione Ardea per la didattica museale. “Fino ad ora – ha commentato il vicesindaco – abbiamo avuto un patrimonio risalente all’età romana inespresso e non sufficientemente valorizzato. Recentemente però abbiamo fatto dei passi avanti importanti, e questo è motivo di soddisfazione per noi”.

“Mancava in effetti – ha aggiunto Mariolina Gamba, ringraziando Maria Elisa Avagnina, già direttrice dei musei civici di Vicenza e promotrice dell’iniziativa –  uno strumento divulgativo e didattico che desse conto della Vicenza underground e con particolare riferimento all’epoca romana, visto che fra le città venete Vicenza è quella con il patrimonio più ricco. Di qui l’iniziativa partita tre anni fa di realizzare pannelli divulgativi, peraltro in linea con quelli esistenti per l’itinerario palladiano: cambiano solo i colori”.

“Vicenza è una delle grandi capitali romane del Veneto – ha sottolineato Vincenzo Tinè – e questa è di fatto la prima iniziativa di un’organica presentazione delle sue aree archeologiche. Ora dobbiamo passare alla loro valorizzazione, a partire dalla cattedrale di Vicenza, passando poi per la Basilica palladiana e il criptoportico. Siamo fiduciosi perché è un momento di forte sinergia con l’amministrazione comunale e le realtà locali. L’idea è di integrare le aree statali, comunali ed ecclesiastiche, perché sono di dominio comune, trovando una modalità unitaria per la gestione e la conduzione delle persone lungo il percorso, peraltro con inevitabili risvolti positivi anche in chiave di occupazione giovanile”.

Su questa linea il vicesindaco ha annunciato che “l’amministrazione conta di individuare in bilancio le risorse necessarie a realizzare il completamento archeologico dei lavori nella parte inferiore della Basilica palladiana, cosicché diventerebbe, dalla fondazioni fino alla terrazza, il luogo ideale per immergersi e approfondire le evoluzioni storiche del nostro territorio”.

Il progetto dei totem è stato quindi illustrato nei dettagli da Gamba, che ha spiegato come la prima tranche di Vicenza Romana fosse stata completata nell’autunno del 2011 con la collocazione di sei pannelli informativi, completi di indicazioni in italiano e in inglese, corredati da materiali illustrativi quali piante, fotografie e disegni. In quella prima fase le aree archeologiche interessate furono il sito della strada romana sottostante la cattedrale, il criptoportico di piazza Duomo, il lacerto di strada romana visibile a San Lorenzo, l’indicazione del foro nei pressi di palazzo Trissino e il teatro Berga a cui sono stati dedicati due pannelli.

Oggi, con la seconda fase, vengono invece collocati altri 11 pannelli che segnalano siti meno noti della Vicenza romana: il lacerto musivo di San Lorenzo, l’acquedotto romano in corso Fogazzaro, i siti della domus e della strada romana di palazzo Cordellina, del quartiere romano di contra’ Porti – stradella degli Stalli, il criptoportico del foro, le terme romane, l’area sottostante la cattedrale, l’area archeologica sotto la Basilica Palladiana, le tracce della via Postumia alla fine di corso Palladio e la vicina area archeologica di palazzo Chiericati e il Museo naturalistico archeologico di Vicenza. Oltre ai pannelli dedicati ai siti, sono state aggiornate le due mappe dedicate alla Vicenza romana, collocate in viale Roma e presso piazza Matteotti. Tutti i 19 pannelli sono stati infine dotati di codice QR che rimanda al sito www.vicenzaromana.it.

La parte didattica del progetto ha invece visto la realizzazione di 20.000 copie di un pieghevole dedicato alla scuola primaria curato da Elena Marzola e Miriam Cola dell’associazione Ardea. Vi si racconta la giornata tipo di Lucio Publicio Valeriano, giovane cittadino romano di Vicetia (di cui si conserva la lapide al Museo Naturalistico Archeologico) che spiega ai ragazzi come si svolgeva la sua vita 2.000 anni fa, nel centro della sua città. Per gli adulti, invece, sarà in distribuzione al Museo Naturalistico Archeologico e negli uffici turistici, una brochure che illustra le principali emergenze archeologiche del centro storico e dell’acquedotto romano di Lobia, curato da Mariolina Gamba.

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