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La bomba nella mattinata del 25 aprile 2014, qualche minuto prima di essere disinnescata
La grande bomba nella mattinata del 25 aprile 2014, qualche minuto prima di essere disinnescata

Vicenza ha raccontato ieri all’Italia il suo Bomba day

Vicenza sotto i riflettori nazionali, ieri, in occasione di un convegno del Dipartimento della protezione civile al quale ha partecipato anche il sindaco, Achille Variati, organizzato proprio per illustrare i dettagli della operazione Bomba day, del 25 aprile scorso, ovvero il complesso disinnesco della bomba inesplosa della seconda guerra mondiale, da 2000 chili, avvenuto a Vicenza nell’area del ex aeroporto dal Molin. Proprio per la sua complessità e delicatezza, e per la vicinanza alla città che ha comportato l’evacuazione di 30 mila di persone, l’operazione sta facendo scuola. Ma molto apprezzata è stata anche l’oculata gestione della situazione sotto il profilo economico.

Achille Variati
Achille Variati

“Ci sono stati dati 1.400.000 euro. Ne abbiamo spesi meno di 900.000” ha infatti tenuto a sottolineare Variati. Il sindaco ha poi ripercorso le principali tappe che hanno preceduto il giorno del disinnesco, mettendo in luce le criticità dell’operazione, tra le quali “la vicinanza della nuova base militare americana, il posizionamento della bomba all’interno di un campo minato in cui ad oggi sono stati trovati altri 173 ordigni, il generale clima di sfiducia verso le istituzioni a livello nazionale che ha richiesto di puntare sull’autorevolezza, la complessità sociale dell’operazione di evacuazione con quasi 2.000 anziani over 80 e oltre 3.500 stranieri, il precedente positivo del bomba day del 2001 che rischiava di far sottovalutare i pericoli del disinnesco e la necessità di coordinare tre Comuni differenti”.

Variati ha quindi sottolineato i punti di forza e i risultati raggiunti: “L’esperienza maturata con l’alluvione del 2010 e nei successivi allarmi per allagamenti, la creazione di un’unità ad hoc, il fare squadra con oltre 1.600 persone, il grande contributo del volontariato, l’Informazione studiata parola per parola per dare messaggi chiari ed autorevoli sull’obbligo della sicurezza”.

“Ho capito che le cose sarebbero andate bene – ha concluso il sindaco – quando la mattina presto ho visto i cittadini uscire dall’area da evacuare. Lì ho capito che eravamo riusciti a parlare alla città, che la gestione dell’emergenza aveva davvero unito la comunità e l’aveva resa consapevole del rischio e della necessità di lasciare le case per permettere di mettere la città in sicurezza”.

L’intervento del sindaco è stato introdotto da Franco Gabrielli, capo del Dipartimento della  protezione civile. “Abbiamo promosso questa giornata di studio – ha detto Gabrielli – perché nella gestione dell’emergenza a Vicenza abbiamo registrato molte positività di cui fare tesoro: dalla pianificazione dell’evacuazione di migliaia di persone informate puntualmente dal Comune nelle settimane precedenti (aspetto delicato se pensiamo alla pianificazione per il rischio vulcanico nelle aree vesuviana e flegrea) alle capacità degli artificieri del nostro Esercito: capacità tecniche, ma anche di creare positive sinergie con tutte le altre componenti e strutture operative del Sistema di protezione civile. Purtroppo non tutti gli oltre 8000 Comuni italiani sono come Vicenza e non tutti i Comuni hanno un sindaco come Variati che ha saputo gestire le operazioni in modo efficace, come ho potuto vedere di persona il giorno del bomba day”.

La giornata di approfondimento sulla pianificazione dell’emergenza che ha analizzato il caso positivo di Vicenza è stata organizzato dal Dipartimento della protezione civile nazionale perché in Italia sono ancora numerosi i ritrovamenti di ordigni bellici inesplosi che ogni anno impegnano le componenti del Sistema nazionale di protezione civile.

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