venerdì , 23 Aprile 2021

Vicenza, è subito polemica sulle case assegnate dal Comune

Il giorno dopo la decisione definitiva di assegnare a 32 famiglie in stato di necessità un alloggio inutilizzato, emergono perplessità sui criteri usati. A sollevare la questione è il sindacalista Fulvio Rebesani, convinto che la Commissione per l’emergenza abitativa (Cea) del Comune di Vicenza sia nata con il chiaro obiettivo di risolvere il problema agli sfrattati, e non debba essere quindi confusa con i servizi sociali.

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Fulvio Rebesani – Sindacato Sunia

L’esponente del Sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari (Sunia) assume dunque una posizione netta, denunciando che: “Il personale del Comune, invece di continuare a svolgere nei confronti dei disadattati un’attività autonoma e propria dei servizi sociali (anche attraverso l’agenzia della locazione), li scarica alla Cea che invece ha un altro scopo. In questo modo si crea un ingorgo che danneggia le famiglie sfrattate”

“Noi non siamo contrari che la Cea si interessi anche dei disadattati – continua Rebesani – ma lo scopo primario di questo organismo riguarda gli sfrattati. Bisogna distinguere lo sfrattato, cioè colui che aveva una dignità, un lavoro e poi l’ha perso a causa della crisi, si è trovato senza soldi, non pagava l’affitto ed è stato sfrattato, dal disadattato, ossia colui che per avvenimenti diversi, non connessi in genere con la crisi, si trova a vivere difficoltà di vario genere”.

Affermazioni che arrivano dunque direttamente dall’interno del Sunia e che rischiano di innescare una singolare guerra tra poveri. Rebesani rincara poi la dose, non limitandosi a commentare le ultime decisioni prese, bensì attaccando su tutta la linea la gestione dell’emergenza abitativa vicentina.

La denuncia riguarda la cattiva applicazione della legge regionale n. 10/96, che prevede come l’Ater e l’Amcps debbano comunicare al Comune l’elenco delle abitazioni libere, per poi lasciare gestire al Comune stesso l’assegnazione alle famiglie aventi diritto. “L’Ater non faceva così – dice ancora Rebesani –  le lasciava libere e poi le metteva all’asta. Abbiamo dovuto insistere in maniera ‘forsennata’ perché il Comune si facesse sentire con l’Ater”.

L’attacco finale del segretario Sunia colpisce poi direttamente l’assessore Sala e l’amministrazione comunale: “Attualmente – conclude Rebesani –  sembra siano saltate fuori 40 abitazioni di proprietà dell’Azienda territoriale vicentina. Il 25% è assegnato in gestione alla Commissione Cea, quindi dovrebbero esserci una decina di abitazioni assegnabili. E qui si aprirà un ‘conflitto’ perché il personale vorrà attribuire gli appartamenti ai disadattati, e l’assessore si lascia ‘convincere’ dal personale. Solo noi dei sindacati rimaniamo sul solco della finalità originaria della Cea: attribuire le case in via prioritaria alle famiglie sfrattate”.

R.C.

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