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L'ingresso del Teatro Olimpico, uno dei maggiori simboli culturali di Vicenza
L'ingresso del Teatro Olimpico, uno dei maggiori simboli culturali di Vicenza

Vicenza, cultura e creatività alla base della ricchezza cittadina

Vicenza è la quarta città d’Italia per ricchezza prodotta dal sistema produttivo culturale. Lo rileva lo studio Io sono cultura. L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi, elaborato da Symbola (Fondazione per le Qualità italiane) e Unioncamere con la collaborazione e il sostegno dell’Assessorato alla cultura della Regione Marche. Una classifica nazionale che esalta chi fa del prodotto creativo e culturale la propria forza economica: Vicenza batte in questo tutti i capoluoghi veneti e grandi città culturali come Milano, Roma o Pisa.

I dati per Vicenza sono notevoli: il 7,7% della ricchezza complessiva del sistema economico locale viene dalla produzione culturale e creativa. In valore assoluto si tratta di oltre 1,9 miliardi di euro. 37 mila sono le persone che lavorano nel settore, ben l’8,9% del totale degli occupati dell’intera provincia. Più di due terzi di questa ricchezza arriva delle industrie creative, cioè quelle di architettura, comunicazione e branding, design e produzione di stile, artigianato. Le industrie culturali propriamente dette, invece, contribuiscono con circa il 28%, mentre dalle cosiddette performing arts e dal patrimonio storico-artistico, assieme all’intrattenimento in genere, arriva un contributo di circa il 4%.

Anche a livello nazionale la forza della cultura è più che evidente grazie ad un effetto moltiplicatore sul resto dell’economia. È stato calcolato indatti che per ogni euro prodotto dalla cultura in Italia, se ne attivano 1,67 in altri settori. La filiera culturale ha mosso nel 2013 il 15,3% del valore aggiunto nazionale, equivalente a 214 miliardi di euro. Le industrie creative si confermano così un pilastro del made in Italy, tanto più se si considera che durante la crisi l’export legato a cultura e creatività è cresciuto del 35%.

E proprio sull’export, in particolare vicentino, interviene Pietro De Lotto, direttore generale di Confartigianato Vicenza: “La nostra provincia è la terza del Paese per export, la cui percentuale prodotta dalle Mpi (Micro e Piccole Imprese) è del 47%; nonostante i momenti di forte contrazione del mercato domestico, molte imprese artigianali anche dei settori facenti parte delle industrie culturali e creative (oro, ceramica, vetro, legno) si sono proposte con successo ai mercati internazionali, in rete e sostenute dalla nostra associazione”.

“Abbiamo attivi diversi progetti – continua De Lotto, guardando anche al futuro – che utilizzano risorse europee per lo sviluppo delle attività artigianali del territorio in abito ‘green’, dell’efficienza produttiva, dell’innovazione tecnologica e altro. Ci stiamo preparando per massimizzare la resa dei fondi della Programmazione Europea che saranno attivati a livello regionale di qui al 2020 dopo la recentissima delibera della Giunta regionale (più di 300 milioni solo nell’occupabilità) per sostenere l’occupazione giovanile, in particolare nel settore della valorizzazione del patrimonio culturale”.

R. C.

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