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Vicenza, il nuovo corso dell’Orchestra del Teatro Olimpico

Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza in fase di profonda ristrutturazione, quasi una rivoluzione.  Cambia un po’ tutto in questa istituzione musicale vicentina, nata ormai venticinque anni fa e oggi in procinto di rinnovarsi sia nell’organico amministrativo che in quello artistico e musicale. Quest’ultimo, fa sapere il Comune di Vicenza, fondatore ed azionista dell’orchestra assieme al Conservatorio cittadino,  sarà prevalentemente composto da giovani, e questo farà dell’orchestra dell’Olimpico un soggetto di formazione e specializzazione post conservatorio.

I nuovi musicisti saranno selezionati con audizioni aperte biennali, ma rimarrà comunque “una solida ossatura – spiega il Comune – composta da sei prime parti di chiara fama, che assicurerà il potenziamento della cruciale funzione formativa dei giovani musicisti. Nella stessa direzione va la scelta di un nome eccellente come Alexander Lonquich quale direttore musicale e direttore principale”.

Mario Bagnara
Mario Bagnara

Rivoluzione, per l’orchestra dell’Oplimpico, anche sul piano amministrativo. Cambia innanzitutto il presidente, con il subentro, in via temporanea, di Mario Bagnara, in sostituzione di Anna Maria Fiengo, che lascia la guida dell’orchestra dopo aver contribuito a un primo importante consolidamento della struttura associativa. Il neopresidente sarà affiancato in direttivo dal vicesindaco di Vicenza,  Jacopo Bulgarini d’Elci, e dal direttore del Conservatorio di Vicenza Enrico Pisa, rappresentanti dei due soci fondatori. Nuovo direttore generale sarà Piergiorgio Meneghini.

Nel suo complesso, il progetto di rinnovamento della Oto va nella direzione di costruire una orchestra prevalentemente giovanile e di formazione, con l’affiancamento anche come formatori di musicisti di chiara fama ed esperienza. Le consistenti novità sono state illustrate ieri dal vicesindaco di Vicenza  e assessore alla crescita, Jacopo Bulgarini d’Elci, in un incontro con la stampa che si è tenuto nella sala degli Stucchi di palazzo Trissino.

“Oggi – ha messo in evidenza Bulgarini d’Elci – presentiamo un profondo rinnovamento dell’identità dell’orchestra, della sua mission e della sua funzione che comporterà un rinnovo artistico, ma che ha come prerequisito un cambiamento nelle funzioni amministrative. Ringrazio la presidente uscente Anna Maria Fiengo per l’impegno profuso. Grazie a Mario Bagnara per la disponibilità con la quale ha accettato di guidare l’istituzione in questo periodo di transizione che ne consoliderà la nuova identità orientata alla formazione e alla valorizzazione, anche professionale, dei giovani musicisti. Il Comune in questi mesi ha chiesto con forza il ripensamento di una realtà che ha conosciuto in passato momenti certamente importanti, ma che ultimamente, a fronte di un bilancio di quasi mezzo milione di euro, ha perso quella spinta propulsiva in grado di rispondere alle esigenze e agli standard che, come amministratori della cosa pubblica, abbiamo il dovere di garantire. Sono certo che la scelta di politica culturale compiuta a favore delle nuove generazioni si tradurrà anche in una crescita qualitativa di questa importante realtà”.

“Ho accettato con entusiasmo – ha aggiunto il neo-presidente Mario Bagnara – di aiutare un’istituzione alla quale sono particolarmente affezionato fin dalle sue origini. Il rilancio che ci avviamo a compiere, e che si si fonda principalmente sull’attenzione al mondo dei giovani musicisti diplomati al conservatorio a cui offrire  un’opportunità professionale sotto la guida di qualificati formatori, recupera del resto un obiettivo presente fin dalla stesura del primo statuto dell’Orchestra”.

“Il conservatorio di Vicenza – ha aggiunto il presidente del Pedrollo, Gian Nico Rodighiero, – da sempre legato all’Orchestra da un rapporto di reciproco scambio, collaborerà con convinzione a questo nuovo corso promosso in primis dal Comune di Vicenza, augurandosi un risultato all’altezza della professionalità dei formatori e dei selezionatori proposti dal progetto elaborato dal preparatissimo nuovo direttore generale Piergiorgio Meneghini”.

“Rilevando la tenacia e l’equilibrio – ha concluso il nuovo direttore generale Meneghini – con i quali soprattutto il vicesindaco ha richiesto il rinnovamento della Oto, ribadisco che il punto focale che garantirà qualità al nuovo progetto saranno le audizioni aperte. Selezioni affidate a musicisti di alto livello, ci consentiranno di avvicinare giovani talenti a cui affiancare sei maestri esperti. Contiamo di proporre le selezioni a settembre, in modo da cominciare a lavorare già da ottobre alla preparazione di una decina di concerti”.

“Alla fine del mio mandato – ha fatto sapere infine la presidente uscente Fiengo, ieri nell’impossibilità di essere presente a palazzo Trissino – dopo avere portato a termine il compito che mi ero prefissata ottenendo dopo venti anni il riconoscimento legale dell’associazione, proseguendo nel rilancio dell’orchestra come i successi di pubblico e critica dimostrano e inserendo sempre più giovani musicisti nell’organico, ritorno ai miei molti impegni professionali, certa che il presidente Bagnara guiderà la Oto verso sempre nuovi successi”

Infine, due parole sul nuovo direttore musicale dell’Orchestra,  Alexander Lonquich. Nato a Trier, in Germania, nel 1960, è figlio d’arte, ovvero del compositore Heinz Martin Lonquich. Dotato di fine sensibilità artistica, vince giovanissimo, nel 1977, il primo Premio al Concorso Casagrande, quell’anno dedicato a Schubert. Da allora ha tenuto concerti in Giappone, Stati Uniti e nei principali centri musicali europei. La sua attività lo vede impegnato con direttori d’orchestra quali Claudio Abbado, Kurt Sanderling, Ton Koopman, Emmanuel Krivine, Heinz Holliger, Marc Minkowski. Particolare in tal senso è stato il rapporto mantenuto con Sandor Vègh e la Camerata Salzburg, di cui è tuttora regolare ospite nella veste di direttore solista, mentre la sua attività nell’ambito della musica da camera lo vede impegnato con artisti del calibro di Christian Tetzlaff, Joshua Bell, Heinrich Schiff, Steven Isserlis, Isabelle Faust, Jörg Widmann, Boris Pergamenschikov, Heinz Holliger e Frank Peter Zimmermann.

Un commento

  1. Ho fatto parte dell’Orchestra del Teatro Olimpico per 15 anni, dai suoi albori fino al 2006.
    Ciò che ho visto oggi è la fine di una cattiva gestione amministrativa a spese dei musicisti che vi lavoravano, per sostituirla con una amministrazione ancora peggiore della precedente. La scusa di rinnovare l’orchestra con elementi giovani per fare formazione è risibile (come se all’interno dei Conservatori non se ne facesse abbastanza). La dura realtà è che così facendo la nuova dirigenza avrà la possibilità di ancora maggiori margini di guadagno sulla pelle di musicisti giovani, che potrebbero non avere neanche un contratto di lavoro ma solo un miserabile rimborso spese privo di tutte le più elementari tutele.
    Saranno fatte salve le prime parti esistenti, contente di continuare a suonare, e i musicisti che vi lavoravano (e che avanzano ancora soldi del loro lavoro già svolto) rimarranno a piedi senza poter ricevere le loro spettanze.
    Mi chiedo se l’attuale vicesindaco, non eletto per suffragio popolare ma a chiamata personale, ha capito fino in fondo la effettiva portata dell’operazione da lui innescata.
    Di certo nel prossimo futuro non vedremo più concerti strepitosi come il “Ma Mere l’Oye” di Ravel diretto da Massimo De Bernart nel 1994 o il “Concerto per violino” di Tchaikovsky suonato da Shlomo Mintz e magicamente accompagnato da questa ormai defunta Orchestra.

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