giovedì , 22 Aprile 2021
La terrazza superiore della Basilica Palladiana di Vicenza
La terrazza superiore della Basilica Palladiana di Vicenza

Vicenza, Basilica e spritz. La cultura fa rima con rinascita

Dal 15 giugno al 31 ottobre, è riconfermata a Vicenza, la volontà di far vivere a cittadini e turisti il centro cittadino e la Basilica Palladiana. Dopo l’assegnazione del servizio bar sulla terrazza, ecco stabilite le modalità di accesso e fruizione del punto più suggestivo di Vicenza. Molte le novità: prezzo, orari, coinvolgimento di volontari e associazioni. Accedere alla terrazza della Basilica costerà 1 euro per i vicentini e 3 euro per i turisti.   5 euro è invece il prezzo dell’abbonamento valido per l’intera stagione. Prezzo politico e per tutte le tasche, insomma,  quello deciso dal Comune, che allo stesso tempo mette al riparo da un uso degenerante del bar e avverte circa l’eccezionalità della location di cui si usufruisce.

Jacopo Bulgarini D'Elci
Jacopo Bulgarini D’Elci

Per quanto riguarda gli orari, vengono privilegiate le sere e i fine settimana: da lunedì a venerdì sarà aperto dalle 10 alle 13 e poi dalle 18 alle 24, nel weekend con orario continuato 10-24. In più ci sarà l’ora notturna extra nelle serate di venerdì e sabato, quando si continuerà ad entrare fino all’una. Innovativa poi la partecipazione, come personale di controllo, di alcuni detenuti particolarmente meritevoli, coinvolti da una iniziativa della Caritas cittadina, tramite l’associazione Diakonia Onlus e il finanziamento della Fondazione Cariverona.

Lo spiega compiaciuto il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci: “Come già sperimentato con successo a Verona per la custodia dell’Arena e della Casa di Giulietta impiegheremo 6 detenuti che affiancheranno il personale di sorveglianza nei diversi turni di servizio. Una soluzione che non solo ci consente di contenere i costi, perché prevede a carico del Comune una compartecipazione al progetto di soli 6 mila euro, con un risparmio netto di circa 40 mila euro rispetto all’affidamento di un servizio tradizionale, ma anche e soprattutto per il significato sociale dell’iniziativa.  Offriamo infatti un’opportunità straordinaria a persone che stanno vivendo la delicata fase del reinserimento nella società alla vigilia del termine della detenzione e che, selezionate sulla base della motivazione e della competenza linguistica e avviate a uno specifico periodo di formazione, vorranno certamente dare il meglio di sé”.

Continua intanto il buon momento della vita museale vicentina, che ancora sfrutta la scia di notorietà e curiosità suscitata negli amanti dell’arte dal grande evento delle mostre in Basilica. Sembra infatti che il flusso di turisti in cultura non si sia fermato, e anzi riesca ancora a far registrare numeri considerevoli: nella Notte Bianca dei musei di qualche settimana fa si sono contati 2600 ingressi gratuiti, ma in generale il sistema museale vicentino può ora vantare una media settimanale di più di 5 mila ingressi, con picchi qua e là dovuti a feste o eventi paralleli (il 2 giugno ad esempio ci sono stati quasi 900 visitatori nei nostri musei e al Teatro Olimpico, richiamati forse anche dal contemporaneo Festival Biblico).

Ennesime prove della bontà nell’investire in cultura e in eventi culturali: solo questi permettono di far vivere in modo sano la città e i suoi luoghi simbolo, coerentemente con il loro essere patrimonio mondiale dell’Unesco, solo così si educa alla cittadinanza chi in passato ha infranto le regole del vivere in società, solo portando turisti l’economia può permettersi di respirare e gli esercizi commerciali di sopravvivere. Per dirla con una brutta espressione ed un abusato slogan: solo con la cultura oggigiorno si riesce a mangiare. E che abbuffata per Vicenza!

Riccardo Carli

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