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Vicenza, assessorato alla sicurezza urbana ora in Viale Milano

Nuova sede, tra l’altro emblematica, per l’assessorato alla sicurezza del Comune di Vicenza. Da oggi infatti si trova in viale Milano 36, dove questa mattina il sindaco Variati e l’assessore Rotondi hanno inaugurato i locali riadattati alla nuova funzione al primo piano del palazzo noto come condominio Carta. Nelle tre stanze sono distribuite le scrivanie dell’assessore, di una segretaria e di due collaboratori dell’ufficio di protezione civile, trasferiti da palazzo degli Uffici di piazza Biade. La nuova sede è stata messa a disposizione dalla proprietaria dei locali, Margherita Carta Veller, in comodato d’uso gratuito per cinque anni, con l’obiettivo di contribuire alla rivitalizzazione di viale Milano, anche in memoria del padre che fu tra i costruttori di questa importante parte della città.

Dario Rotondi
Dario Rotondi

“Ringrazio l’assessore Rotondi – ha tenuto a sottolineare il sindaco – per la determinazione con cui ha voluto compiere questo atto di coraggio. Gli sarebbe infatti stato certo più facile rintanarsi in un bell’ufficio di palazzo, lontano dai problemi, e invece ha fortemente voluto essere qui, dove si espone con la sua faccia. Il nostro obiettivo in tema di sicurezza è che mai a Vicenza si creino quartieri ghetto, aree cioè che si caratterizzano per la prevalenza se non l’esclusività di una sola etnia, africana, asiatica o slava che sia. Perché chi pensa che qui ci sia posto solo per i vicentini doc è fuori dal mondo, dalla contemporaneità, dal futuro. È sotto gli occhi di tutti che ovunque le città stanno diventando sempre più multietniche, multiculturali, multireligiose. Non solo dobbiamo adeguarci, ma farne invece un’opportunità. Ci vuole attenzione, dialogo, ma anche severità, compiti nuovi, rispetto anche al recente passato, per gli agenti della polizia locale. Certo, gli strumenti oggi a nostra disposizione sono insufficienti per pensare che possiamo incidere nella risoluzione dei problemi. Per questo noi sindaci invochiamo che il governo ci affidi nuovi strumenti per il controllo, non contro gli stranieri, ma contro le persone, italiane o straniere, che delinquono e contro il degrado. Inoltre, se ci sono stranieri che delinquono, devono finire in prigione oppure devono essere rimandati nei loro paesi d’origine, cosa che in questo momento non sta succedendo”.

“Il trasferimento dell’assessorato in viale Milano  – ha poi ricordato Rotondi – è il segno tangibile della volontà dell’amministrazione di fare qualcosa per migliorare la vivibilità nel quartiere, che non è certo il Bronx, ma che ha alcuni problemi che vogliamo affrontare e provare a risolvere con tutta la fermezza necessaria, quando sarà il caso, a partire da un aumento dell’attività di controllo da parte della polizia locale. Qui il 50 per cento dei residenti è di nazionalità extracomunitaria e tra i due blocchi di popolazione, italiana e straniera, c’è incomunicabilità. Una certa osmosi in realtà è iniziata, grazie ad attività commerciali aperte da extracomunitari che non si occupano più solo di alimentari o di call center, frequentati esclusivamente da stranieri, ma ora anche di abbigliamento. Tutti sono invitati a fare la loro parte, noi per primi con il trasferimento, qui, dell’assessorato alla sicurezza urbana”.

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