Breaking News

Vicentino, un’estate con le valli del vino e del racconto

Con un ricco calendario di appuntamenti all’insegna dell’ arte,  natura,  folklore,  tradizione,  enogastronomia e cultura, si inaugura  l’estate 2014 de Le  Valli  del Vino e del Racconto. Terre da gustare, progetto che coinvolge 16 comuni dell’Ovest e dell’Alto Vicentino (Chiampo, Arzignano, Castelgomberto, Cornedo Vicentino, Gambellara, Isola Vicentina, Malo, Montebello Vicentino, Montecchio Maggiore, Montorso Vicentino, San Vito Leguzzano, Schio, Sovizzo, Trissino, Zermeghedo), e svela ai turisti il loro patrimonio culturale,  enogastronomico e paesaggistico. Panorami incantevoli, dimore e castelli  sontuosi, sapori e profumi della tradizione: il territorio dell’Ovest e Alto Vicentino è un palcoscenico naturale di rara bellezza.

Il  primo  evento  in  programma  è domenica 15 giugno a Chiampo con la 53° Mostra Provinciale delle Ciliegie di Chiampo, a seguire, a Zermeghedo, il 14 giugno si terrà la Festa in piazza, mentre il 21 giugno a Sovizzo ci sarà la serata Sotto le stelle; a Montebello, il 26 giugno, la  Sagra  di  San  Giovanni,  a  Montecchio  c‘è, il 6 luglio, Ville aperte Villa Cordellina;  a San Vito di Leguzzano torna il 19 luglio l’Antica sagra dei Brumbi, a Castelgomberto si tiene il 20 luglio la Fiera di Santa Maria Maddalena  e  a  Monteforte  d’Alpone, il 15 agosto, c’è Calici  di Stelle; a Cornedo l’Estate Cornedese è il 16 agosto, mentre a Trissimo c’è la Festa del gnocco il 31 agosto. Infine Arzignano vedrà Vivi la tua terra svolgersi il 12 settembre.

Gli  eventi,  realizzati  dalle Pro Loco  in stretta collaborazione con i Consorzi  di  Tutela,  le  Strade  del Vino, le associazioni di categoria e tutti  i  partner  del  progetto  PIAR –  ACCESS, consentono di valorizzare quell’eco di storie millenarie:  castelli,  ville,  piccoli  borghi  e grandi vallate, un tempo teatri di gesta eroiche e leggende.

Con  una tradizione e un paniere ricco di sapori come la ciliegia durona di Chiampo,  la  farina  di mais di Isola Vicentina, legata all’antica memoria settecentesca, la mostarda di Montecchio, consacrata con una nota fiera, le composte  di  Montorso  Vicentino  che  si  ricavano dalle verze, la patata Montefaldo  di  Trissino,  i  pregiati formaggi Castelgrotta e CatelBio, il Caprino  di  Grotta  di  Schio. Una cucina che mantiene vivi i piatti della tradizione contadina, diventando parte integrante della cultura locale.

È il caso de  Il  Gobeto di Zermeghedo, un biscotto al vino Recioto di forma semicircolare  arrotondata, i pandoli de Schio ottimi da inzuppare nel  vino,  gli zaleti, i bussolai e le fugasse; il miele di Chiampo, la  soppressa  e  il  Maladense,  dolce  tipico  di Malo, pasta, fasoi e bigoli  di  Arzignano,  tartufo, trippe ed  olio  di  Castelgomberto, il formaggio Asiago Dop e i funghi coltivati in grotta di Sovizzo.

In  questi  luoghi hanno origine alcune tra le più interessanti espressioni enologiche  della  nostra penisola, poche infatti sono le province italiane che  possono  contare  un  numero  pari  o  superiore  di  vini  di origine controllata:  sei  DOC  di  grande  pregio  tra  bianchi,  rossi, passiti e spumanti, molti dei quali autoctoni. Fra  le  etichette più conosciute vanno annoverate certamente il Gambellara e,  condiviso  con  la  provincia di Verona, il Lessini Durello. Due grandi vini  a  cui  sono dedicati altrettanti splendidi itinerari caratterizzati, oltre  che  da  vigneti  e cantine, da bellezze naturalistiche, culturali e storiche  di notevole interesse. Percorrerli è un’occasione imperdibile per conoscere e assaporare i segreti di queste terre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *